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Kumbulla, dallo sbarco in Italia al gol in Europa: la new wave della Roma parte da lui

LaPresse

Quando ha palla lui arriva ai piedi dei compagni nell'87% dei casi. Smalling e Mancini temono per il posto da titolare

Saverio Grasselli

Il successo della Roma, ieri sera contro lo Young Boys, come piccolo esempio di un grande tema sociale che ha interessato e diviso l'Italia negli ultimi anni: il 'semplice' gol-vittoria di Marash Kumbulla, al suo esordio assoluto in Europa, arriva al termine di un percorso iniziato nel 1996, quando il padre Lin sbarcò nello Stivale su un gommone carico di profughi. Peschiera del Garda lo ha visto nascere - il ventenne ha comunque voluto mantenere il rapporto con la terra dei genitori scegliendo la nazionalità albanese - e il giovane Marash, negli impegni finora disputati con la Roma, ha fatto capire a Fonseca quanto possa contare su di lui per il futuro.

Il passaggio del testimone dai grandi ai giovani sta vedendo nella Roma il suo momento di finalizzazione nella stagione ora in corso: la mente del tifoso giallorosso, ultimo romantico, si trova ora costretta ad abbandonare quei ricordi che hanno fatto la propria storia, e che periodicamente vengono ritirati fuori (vedi docufilm su Totti). E' da qui che Kumbulla inizia a porre le basi per il futuro della nuova Roma, accompagnandola fino al 2025 nel caso in cui si verifichino le condizioni per l'obbligo di riscatto al termine del prestito nel 2022.

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Il turnover di ieri, per come veniva presentato dalle principali emittenti radiofoniche e televisive, vedeva la Roma scendere in campo solo con due "grandi": Pedro e Cristante. Sbagliato. Perché anche se anagraficamente Kumbulla è entrato da poco nei twenties, l'impatto che ha sulle partite è già da big. Ieri la gioia del primo gol in giallorosso in EuropaLeague (all'esordio europeo l'ultimo a fare centro era stato Under contro lo Shakhtar nel 2018), che è valso la vittoria contro lo Young Boys. "Lo dedico alla squadra, sono più contento per la sua vittoria che per il mio gol", ha dichiarato il primo giocatore nato negli anni 2000 ad essere stato schierato dalla Roma nelle competizioni europee, mostrando una maturità insolita per un ventenne. La ciliegina sulla torta a perfezionare una conduzione di gara magistrale, che non solo doveva preoccuparsi delle ripartenze degli svizzeri di Seoane (prontamente bloccate), ma anche ai buchi in difesa creati da Juan Jesus e Fazio, più grandi di lui ma solo nell'età.

Smalling lotta con la distorsione al ginocchio, Mancini è out per Covid. La Roma sta tranquilla: con Kumbulla dalla propria parte (insieme ad Ibanez) la coppia titolare della scorsa stagione può essere degnamente sostituita. In SerieA l'albanese ha saltato solo l'esordio contro l'ex squadra (Verona) ed ha accumulato 2 vittorie (Udinese e Benevento) e un pareggio (Juve) per un totale di 4 gol subiti. In 205' totali, il centrale ha giocato in totale 153 palloni, azzeccando 113 passaggi. Il classe 2000 sembra una macchina infallibile nell'impostazione: quando scarica lui il pallone al compagno ci riesce senza problemi nell'87% dei casi, verticalizzando nel complesso per 30 volte. In fase di recupero sono 22 le occasioni in cui Kumbulla ha strappato il gioco dai piedi degli avversari. Numeri che mettono in allarme sia Smalling che Mancini per un posto da titolare assoluto nella Roma 2.0 di Fonseca.

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