Genoa-Roma 2-4, le PAGELLE dei quotidiani: Lamela-Osvaldo-Totti, che tridente! Finalmente si vede Piris

di Redazione, @forzaroma

(Redazione ForzaRoma.info) Dopo l’incubo passato nei primi 20’, la Roma, trascinata da un formidabile Totti, rimonta il doppio svantaggio e vince a Genova per 4-2. Ottima la prova del tridente Lamela-Osvaldo-Totti: Castan in difesa è un gigante, finalmente si vede un buon Piris, Florenzi è come sempre inesauribile.

 

IL MESSAGGERO a cura di M.FERRETTI

STEKELENBURG 6,5

Pietrificato dal destrodi Kucka, non abbozza neppure la parata. Imbambolato come i suoi compagni di reparto nell’azione che porta al gol di Jankovic. Salva, poi, su Borriello e Jorquera. Secondo tempo da spettatore.

PIRIS 7

Soffre un’accelerazione di Antonelli in occasione del primo gol genoano, poi – a sorpresa – indossa i panni dell’assist-man e manda in gol prima Totti e a seguire Osvaldo. Difende anche benino, stavolta.

MARQUINHOS 6

Fatica a prendere le giuste misure a Borriello, sbanda un po’ troppo in avvio poi, però, limita gli errori. Farebbe bene a non fidarsi troppo dei propri mezzi fisici, comunque.

CASTAN 6,5

Duro, tignoso, non si tira indietro – dopo la collettiva dormita iniziale – quando c’è da fare un robusto uno contro uno con Borriello o con chiunque transiti dalle sue parti.

BALZARETTI 6

Parte male, Jankovic se lo mangia ma pian piano trova i passi giusti e riesce a farsi vedere con continuità anche in avanti.

DE ROSSI 7

Intermedio a destra, comincia maluccio poi interpreta il ruolo con grande vigore e senso tattico, non disdegnando di andare a pressare chiunque in ogni angolo del campo. Secondo tempo in netto crescendo, con lucidità.

TACHTSIDIS 6

Non è un mostro di velocità e fatica a giocare bene la palla se pressato.

FLORENZI 7,5

Gioca intermedio a sinistra, duetta con Totti e Balzaretti, prova continuamente l’incursione in area del Genoa. Mette in grossa crisi la fase difensiva del Genoa. E innesta Osvaldo per il gol del sorpasso.

LAMELA 7

Sta largo a destra e entra spesso dentro il campo, per far spazio a Piris. Tira da buona posizione, Frey gli respinge il pallone con i piedi. Sale di tono, salta sistematicamente Moretti e chiude firmando la quarta rete della Roma.

OSVALDO 8

Prima ci prova di testa (palla fuori di un niente) poi azzecca la girata vincente, firmando la quarta rete in questo campionato e il pareggio della Roma. È lui a portare i suoi in vantaggio, poi, con un colpo di testa (quinta rete in A, ottava stagionale compresa la nazionale). Gioca con grande concentrazione e diventa letale.

TOTTI 8

Quando la Roma sta sotto di due reti, si carica la squadra sulle spalle e la trascina avanti. Firma prima la rete del dueauno (gol numero 217 in serie A) poi innesta Piris che manda a segno Osvaldo. A seguire dirige l’orchestra giallorossa con la bacchetta del maestro in mano. Uno spettacolo assoluto.

PJANIC ng

Per Florenzi: buono l’impatto con la partita. Chiude da attaccante esterno a sinistra, con Totti centravanti al posto di Osvaldo.

BRADLEY ng

Al posto di Osvaldo dopo la rete di Lamela, ma fa l’intermedio a sinistra.

 

GAZZETTA DELLO SPORT a cura di M.CECCHINI

STEKELENBURG 6 L’inizio è di quelli che mettono voglia di andare a letto presto. Poi si scalda su Jorquera e chiude su Immobile. Fine.
PIRIS 6 Se da difensore è rivedibile, stavolta brilla nell’insolita veste di uomo assist per Totti e Osvaldo, e finisce in crescendo.
MARQUINHOS 6 In avvio innesca l’azione del raddoppio genoano e dimostra diverse timidezze, poi si riprende con autorità. Soprattutto quando capisce che Immobile non gli dà molti grattacapi.
CASTAN 7 Ha qualità, corsa e senso della posizione. La convocazione nel Brasile sembra avergli donato ancor più sicurezza.
BALZARETTI 6 In copertura mostra ruggini, ma alla fine se la cava. Come sempre va meglio in fase di spinta.
DE ROSSI 7 Soldato Daniele obbedisce: si mette da un lato e fa legna per un tempo. Poi quando Tachtsidis arretra, silenziosamente ricomincia anche a fare il regista.
TACHTSIDIS 6 In avvio sbaglia tempi e misure prima che la squadra cresca e lo tolga dagli affanni: ha bisogno di tempo, perché ne abbia, nella ripresa è De Rossi che prende in mano le redini del gioco e lui si limita solo alla copertura e poco più.
FLORENZI 7 Il più zemaniano di tutti: corre fino allo sfinimento, pressa e va al tiro. Difficile chiedergli di più. Sia nell’Under che nella Roma, è uno dei più in forma di questo inizio di stagione. (Pjanic s.v.).
LAMELA 6,5 Le lezioni boeme continuano, i progressi anche. La rete, la terza in campionato, lo aiuta a dimenticare le nostalgie da trequartista.

OSVALDO 8 L’epurazione è nel cassetto: arriva a 5 gol in campionato e lotta come un leone anche in copertura. Indispensabile sia in azzurro con Prandelli che in giallorosso con Zeman. (Bradley s.v.)
TOTTI 7,5 La vulgata di Trigoria lo vuole anarchico negli schemi boemi. Possibile, ma al di là del 217° gol – che lo colloca dietro solo a Piola e Nordahl tra i cannonieri della Serie A – mette luce quasi in ogni palla che tocca, gelando o verticalizzando sempre al momento opportuno. Da clonare.
All. ZEMAN 7 Ha alzato la posta, ha rischiato e ha vinto. Forse questa non sarà mai la «sua» squadra, però sa come gestire la tantissima qualità che ha davanti.

 

IL TEMPO a cura di A.AUSTINI

Stekelenburg 6.5 Fulminato dal primo tiro di Kucka, impotente nell’azione del raddoppio, poi è lui a tenere in partita la Roma con due parate decisive su Borriello e Jorquera. La rimonta la inizia lui.

Piris 6.5 Imbambolato in avvio, il primo gol nasce dal suo lato dove si fa sorpassare da Antonelli. Poi inizia la sua miglior partita con la Roma: si sveglia serve due assist per primi due gol e continua a spingere e chiudere dietro con convinzione.
Marquinhos 6.5 Parte male anche lui: da un suo disimpegno errato nasce il 2-0. Quando la squadra si assesta escono fuori le sue qualità e una personalità evidente.
Castan 6.5 Male nell’azione del gol di Jankovic, poi è lui a prendere in mano la difesa e lasciare le briciole a Borriello e Immobile.
Balzaretti 6.5 Quando inizia a spingere lui, tutta la Roma cambia marcia. La «catena» con Florenzi e Totti funziona a meraviglia. Attento anche quando c’è da difendere.
De Rossi 6.5 Titolare sì, ma non dove vorrebbe. Spaesato da intermedio, nel primo tempo finisce per pestarsi i piedi con Tachtsidis. Sale nettamente di tono nella ripresa. La reazione che ci voleva dopo la scossa di Zeman.
Florenzi 6.5 Come sempre, gioca una prima parte di gara ad altissima intensità. Ha un ritmo diverso dagli altri ed è sin dall’inizio il più propositivo. Dal suo piede parte l’assist su corner per il gol del sorpasso di Osvaldo. Poi si spegne e stremato dai crampi chiede il cambio.
Lamela 7 Quando si accende è un pericolo costante per l’imbranata difesa del Genoa. Ci prova nel primo tempo ma Frey c’è. Non molla, lotta su ogni pallone e alla fine trova il meritato gol che chiude la partita. Sulla retta via.
Totti 7.5 Il «ragazzino» non smette di impressionare. Altra prestazione piena zeppa di qualità, che sfrutta per se stesso e i compagni. Quando la Roma sembra al tappeto la prende per mano da capitano vero, avvia la rimonta con il primo gol e continua a distribuire lampi di classe per tutta la partita, uniti a una corsa ininterrotta.
Pjanic 6 Dentro per Florenzi, fa prima l’intermedio e poi l’attaccante nel finale. Minuti per riprendere confidenza e con il campo e continuità.
Zeman 7 Seconda vittoria consecutiva, ma stavolta arriva anche una prestazione che lo convince: superata la partenza choc la Roma si prende la partita con il gioco, il sacrificio e la mentalità vincente. Le prestazioni positive di De Rossi e Osvaldo gli danno un’ulteriore dose di ragione e fiducia.

CORRIERE DELLO SPORT a cura di R.MAIDA

Stekelenburg 6,5– Le sue parate su Borriello e Jorquera tengono a galla la Roma.

 

Piris 7– Guardi i primi minuti e pensi: solita partita di un terzino inadeguato alla serie A. Invece poi si scioglie e crea due assist vincenti. Il secondo, quello per Osvaldo, è davvero speciale.

 

Marquinhos 6,5– A 18 anni sfida senza timori e con la giusta malizia Borriello. Con qualche errore certo, ma anche con tante cose buone.

 

Castan 6,5– All’inizio fatica, alla lunga giganteggia. Un ottimo difensore.

 

Balzaretti 6– Non sempre preciso. Ma è un corridore diligente. E in una serata disordinata, tanto basta.

 

De Rossi 6,5– Stavolta gioca e lo fa a modo suo. Con qualità e grinta, anche se fuori dallo spartito zemaniano.

 

Tachtsidis 6– Caracolla in mezzo al campo, a volte sbanda. Ma per personalità si fa rispettare.

 

Florenzi 6,5– Come sempre è uno di quelli che ci provano, anche se la squadra è assente: il primo tiro della Roma, fuori di poco, è suo. Corre come un matto. E batte l’angolo del 3-2.

 

Pjanic (32′ st) 6– Ha un impatto eccellente sulla partita. Il suo pressing sul limite dell’area del Genoa consente a Lamela di segnare.

 

Lamela 6,5– Avrebbe spazio e talento per spaccare il mondo, invece spesso si deconcentra sul più bello. Però è in partita dall’inizio alla fine e la chiude con un sinistro elegante.

 

Osvaldo 7,5- Protagonista romantico, con dedica alla mamma. Distratto per quasi un tempo, alla prima palla buona scarica in rete la rabbia covata in due settimane. E’ l’episodio che lo scuote: a inizio ripresa segna la prima doppietta nella Roma migliorando la sua media-gol (cinque in quattro partite giocate).

 

Bradley (43′ st)- sv.

 

Totti 7– Indiscutibile: stacca Altafini a quota 217 gol in serie A – 9 al povero Frey – e rimette in corsa la Roma. E poi gioca a tutto campo, senza perdere mai il filo del ragionamento. Qui sta la sua unicità.

 

Zeman (all.) 6,5– Sembra di rivedere la Roma dello Juventus Stadium, con i dirigenti impietriti in tribuna a imbarcare gol. Invece la squadra reagisce e alla lunga dilaga. Non è una Roma zemaniana per schemi ma lo sta diventando nello spirito.

 

IL ROMANISTA a cura di D.GIANNINI

STEKELENBURG 7 – Senza di lui la notte di Marassi non si sarebbe mai illuminata di giallorosso. È lui che tiene in partita la Roma con due prodezze. La più difficile è con una super parata a mano aperta su Jankovic, ma la più importante la fa sul 2-0. Quando a Genova era notte fonda. Marquinhos si perde Borriello, Stek fa meglio di Zoff col Brasile su Socrates e respinge. E l’oscurità finisce lì.

PIRIS 7,5 – Va bene, Totti è Totti. Osvaldo fa quei gol. Solo per questo non è il migliore di tutto. Non lo è ma solo di poco. Una partita perfetta per applicazione, costanza e anche per giocate. Perfetto dietro e perfetto davanti, tanto per respingere al mittente le critiche di chi dice che non sa spingere, che non è adatto al gioco di Zeman. Assist (un po’ casuale) sul gol di Totti, assist sul primo di Osvaldo. Cancellato il Bologna. Ha spiccato il volo e la Roma insieme a lui.

MARQUINHOS 6,5 – Sbaglia sul gol del 2-0 del Genoa. Sbaglia male, sbaglia due volte. Un errore del genere quasi sempre ti costa un’insufficienza. Se non è così è per merito di quello che fa dopo. Testa alta, niente paura, tanto fisico. E soli 18 anni. Sbaglia, ha sbagliato, sbaglierà ancora. Ma che è uno tanto forte si vede

CASTAN 7 – E’ volato dall’altra parte del mondo per giocare da terzino sinistro col Brasile. Ha attraversato un’altra volta il globo per esserci a Genova da centrale, nel suo ruolo. Stanchezza? Jet lag? Macché. Sembra che in Italia ci abbia sempre vissuto, che con la Roma ci abbia sempre giocato. Una sicurezza che fa spavento, un fisico da “Iron man”. Un gioiello nel pieno della maturità calcistica.

BALZARETTI 6,5 – Vedi i primi 25 minuti della partita e pensi che, se neppure lui ce la fa a spingere, davvero non c’è speranza. E invece come tutto il resto della Roma ha solo concesso un po’ di vantaggio agli avversari, gli ha regalato qualche metro. “Due pedalate e li riprendo tutti” diceva Totò al Giro d’Italia. Due pedalate e li ha ripresi tutti pure Balzaretti. Anche senza strafare, anche in una serata normale.

DE ROSSI 6,5 – Forse aveva già cambiato ritmo sul finire del primo tempo, come nella bellissima azione subito prima del 2-2. Ma simbolicamente la scossa l’ha data un po’ dopo, con quell’entrata alla De Rossi che prima prende palla e poi rimedia l’ammonizione solo per eccesso di foga. Ecco, lì è stato come un fuoristrada che mette la marcia ridotta. Tacchetti nell’erba come il battistrada nel fango. A macinare metri, a superare gli ostacoli. A fare il De Rossi.

TACHTSIDIS 6 – Per 30 minuti sbaglia tutto quello che può sbagliare, compreso il passaggio che dà il via al primo gol. E il simbolo di quella mezzora da incubo è nella sua disperazione, quasi un attacco isterico, all’ennesimo passaggio facile regalato al Genoa. Poi piano piano cresce ed è bravo per lo meno a non voler strafare, a non voler riparare tutto in un colpo solo. Tocchi facili e percentuali che salgono. Ma alla Roma serve molto di più.

FLORENZI 6,5 – Stavolta non è super Florenzi, non segna, non è l’unico a fare i movimenti zemaniani. Eppure sono partite come queste che ti danno la conferma di avere un grande giocatore. Uno con gambe e cervello. Uno di sostanza, uno che il suo lo dà sempre, uno che se continua così di strada ne farà tanta. Uno che pure in una giornata normale ti porta a casa la sufficienza abbondante.

LAMELA 7 – L’abbiamo capito, quella è la sua mattonella. Da quelle parti il suo sinistro è letale. Ma il bello è che di mattonelle con su scritto Erik in giro per il campo ce ne sono molte altre. Tante quanti i metri che ha cominciato a percorrere, su e giù.A spingere e a rincorrere, a combattere e cercare gli spazi. E a segnare. I gol in campionato sono già tre, ma è solo l’inizio.

OSVALDO 8 – Un gol che è la luce dopo le tenebre, il velo sull’azione più bella, i lanci, gli assist. Tutto sublime. Come sempre. Ma la cosa che ti fa alzare dal seggiolino, dal divano, che ti fa saltare sul tavolo della cucina, è quello scatto all’ultimo minuto del primo tempo sul quale brucia l’avversario, gli prende 5 metri in un niente. Era Granqvist? O forse Seymour? Poteva essere anche Bolt, l’avrebbe superato lo stesso

TOTTI 8 – Ci mette quasi un tempo a entrare nel match. Forse anche più del resto della Roma. Ma quando cominci a pensare che forse non è serata, lui si prende la partita. Se la prende con la forza, con la grinta con la qualità. Una carezza in un pugno, come quella mezza girata al volo, come quel colpo di testa alla Pruzzo. Cinque gol in 4 partite più la Nazionale. E quel sorriso con la dedica a “Ma”. Come a dire: “Ciao Mamma guarda come mi diverto”.

ZEMAN 7 – Eccola la sua Roma. Una Roma che per 70 minuti cancella l’avversario, che fa 4 gol e ne potrebbe fare tanti altri. Una squadra che fa tutto questo con titolari un 18enne in difesa, due ventunenni a centrocampo, un ventenne davanti. Una squadra che è presente e futuro. Tutto ok? No, non proprio. Non sono per niente ok i primi 20 minuti, non è ancora ok Tachtisidis. Ma c’è tempo anche per quello. Con una Roma così, l’attesa è molto dolce.

PJANIC 6,5 Un bel ritorno, anche se solo per una manciata di minuti. Minuti convinti, determinati. Gettato nella mischia, lui c’è. E soprattutto ci sarà. BRADLEY SV Tre minuti più recupero. Troppo poco per guadagnarsi un voto.

 

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