Fonseca recidivo, non impara dagli errori e la Champions corre via

Rispetto allo scorso campionato sono poche le cose che sono cambiate: i giallorossi vedono il quarto posto sempre più lontano e il pareggio col Sassuolo può compromettere la stagione

di Claudia Belli, @Claudiabelli_

Per un attimo ci siamo illusi che bastava battere le piccole per poter arrivare in alto (tre punti su 27 disponibili contro le big). Attendere che le grandi si facessero male da sole per rimanere nelle zone calde della classifica. Ma ora la Roma ha subito una battuta d’arresto che potrebbe essere fatale per l’ingresso in Champions: un punto in tre partite, non era mai successo in questa stagione. Per la squadra che ha il terzo ingaggio in Serie A, non entrare nell’Europa che conta per la terza volta consecutiva è la più grande sconfitta. E ora, visto il settimo posto in classifica, rischia di non arrivare nemmeno in Europa League. Gli infortuni (48 tra traumatici e muscolari) e i tanti impegni ravvicinati (7 in 30 giorni) possono essere un alibi, ma l’impotenza di prendere in mano la squadra e cambiare è la colpa più grande di Fonseca, che ora deve placare i malumori anche nello spogliatoio. La stagione sembra essere la copia di quella passata.

Una stagione di alti e bassi

 

I problemi sono cominciati ufficialmente a gennaio, tra l’eliminazione dalla Coppa Italia e il caos Fonseca-Dzeko. Ma nonostante il derby perso in campionato e i malumori nella Capitale, fino a marzo la Roma è rimasta tra le prime quattro. Ora non è rimasto neanche questo, e con nove partite prima della fine del campionato l’ex Shakhtar rischia di dover riporre ogni speranza di gloria nella vittoria dell’Europa League. Ma anche questo potrebbe non bastare e ormai il futuro di Fonseca è sempre più lontano dalla Capitale. L’impossibilità di imporsi contro le big, appena tre punti contro Juve, Milan e Inter e zero contro Atalanta, Lazio e Napoli, non fa ben sperare per l’impegno contro l’Ajax ed, eventualmente, contro il Manchester. Gli infortuni e un calendario affollato non hanno aiutato il portoghese, ma anche le squadre che precedono la Roma in classifica fino allo scorso turno, eccetto il Napoli, hanno avuto le partite infrasettimanali. E allora qual è il problema?

LaPresse

La Roma non impara dagli errori

 

Paragonando questa stagione a quella scorsa, sono molti gli aspetti in comune: la crisi invernale, con 4 punti in 7 partite, e l’impossibilità di battere le big nel girone di ritorno. Infatti, con le tre sconfitte consecutive contro Napoli, Udinese e Milan, è iniziato il periodo di secca con le big (ad eccezione dell’ultima in campionato con le riserve della Juve) che si è portato avanti finora. Le tre gare, 28, 29 e 30^ giornata, senza vittoria hanno precluso l’accesso alla Champions e ora, allo stesso punto della stagione, Fonseca potrebbe dire addio anche quest’anno alla competizione. L’anno passato il portoghese risolse la crisi mutando la difesa a 3, che possa riprendere il timone della nave modificando anche in questa stagione il modulo? Un indizio forse l’ha dato proprio contro il Sassuolo, tornando con la difesa a 4. E visti i tanti infortuni in quel reparto, potrebbe essere la soluzione. Forse tardiva visto che in più partite, pur di schierare tre difensori, ha mandato in campo giocatori fuori ruolo (Cristante, Spinazzola e Karsdorp) pur di non cambiare. Anche se a disposizione aveva Fazio e Juan Jesus, i due calciatori che per rapporto tra ingaggio e minuti giocati costano di più in Serie A.

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