Spalletti: “Se l’anno prossimo non ci sarà Totti non allenerò la Roma” – AUDIO – GALLERY – VIDEO

Prima la provocazione poi l’attacco: “Usate Totti per spaccare la Roma. Solo con lui non si vince nulla”

di Redazione, @forzaroma

Archiviato il brutto pareggio di giovedì scorso contro il Viktoria Plzen, la Roma chiude il libro Europa League e riapre subito quello del campionato. Domani sera, infatti, i giallorossi scenderanno sul campo del Franchi per sfidare la Fiorentina di Paulo Sousa nella quarta giornata della Serie A 2016/17. Alla vigilia della gara, il tecnico romanista Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa dalla sala Champions di Trigoria per rispondere alle domande dei cronisti presenti.

Qui la conferenza stampa di Luciano Spalletti:

Mario Rui, Ruediger e Nura indisponibili e poi c’è Vermaelen che dopo la partita di Cagliari ha avuto un fastidio, poi è partito per la Nazionale e ha fatto gli allenamenti. Nella prima amichevole non è stato fatto giocare perché avvertiva questo fastidio, poi nella partita contro Cipro, mi pare non mi vorrei sbagliare, è stato usato con degli anti infiammatori perché avvertiva dolore e poi naturalmente quando è tornato aveva il massimo del fastidio. L’abbiamo tenuto fermo con la Samp perché aveva fastidio, senza andare a rimetterci mano facendolo giocare con il dolore, poi abbiamo provato durante la settimana prima di Plzen e avevamo dei dubbi, e dopo averlo fatto provare si è visto che non era in grado di poter scendere in campo per cui l’abbiamo ritenuto fuori, ora avverte ancora questo fastidio che se si riusa si ritorna indietro un’altra volta per cui si tiene fuori. Mario Rui, Nura e Ruediger stanno facendo il loro decorso. Ruediger nelle prossime settimane comincerà il lavoro di confidenza con la Primavera senza avere impatti e tra una quindicina venti giorni vedremo di poter essere in grado di allenarsi in maniera più vera con la Primavera e di conseguenza ritornare fra di noi. Poi gli altri sono tutti a disposizione”.

Arriva la Fiorentina che possiamo definire forse il primo big match di questa stagione, a Firenze in un ambiente che lei conosce molto bene. L’anno scorso l’ha elogiata più volte la Fiorentina per modo di giocare, ha elogiato l’allenatore: è rimasta la stessa squadra perciò le chiedo se, la loro qualità maggiore resta il possesso palla e se la parte più debole resta la fase difensiva, quella un po più attaccabile.

Loro sono rimasti gli stessi come ha detto lei, sono rimasti una squadra forte oltre che un allenatore forte stimato da tutti in una piazza non facile come quella di Firenze, è segno che ha delle qualità importanti per convincere in quella piazza li come ha convinto lui. Loro giocano un buon calcio fatto di possesso palla e fatto di giocate per andare a far gol e vincere le partite e di conseguenza alzano un po’ e qualche volta soffrono in fase difensiva, immancabilmente. Tutte le squadre che vanno a ricercare di far gol con la squadra, con il principio di giocare bene a pallone, di portare giocatori dentro l’area di rigore avversaria, si scoprono un pochettino. Sul fatto che sia un big match, si, la Fiorentina in quello stadio crea qualcosa sicuramente di particolare ma anche le altre squadre con le quali abbiamo giocato, l’insidia nella sua totalità del nostro campionato deve evidenziare che qualsiasi partita diventa difficile. Ieri sera ad esempio ho assistito alla partita della Samp contro il Milan e la Samp ha rifatto una grandissima partita, bella da vedere, gustosa, affascinante, una squadra costruita giovane, costruita ora per cui, al di là della bontà dell’allenatore fa vedere le insidie del nostro campionato. Anche quelle precedentemente giocate sono state delle partite difficili, per dire che è un campionato livellato dove devi essere bravo tu a far vedere se c’è una differenza, perché gli altri non ti concedono niente. La Fiorentina tra l’altro è una di quelle candidate ad arrivare nella zona alta della classifica, per cui se ne trarrà sicuramente una spinta, una difficoltà maggiore da quello che sarà questa prestazione qua. E’ un po’ quello che noi dobbiamo ricercare: quest’equilibrio nella prestazione senza avere questi alti e bassi dimostrati fino ad adesso“.

Contro il Viktoria Plzen è sembrato che la Roma fose un po meno efficace del solito nell’ultimo passaggio. Su questo si può lavorare dal punto di vista tattico o mentale?

Io le partite le rivedo sempre e più d’una volta. A Plzen mi è sembrato che la squadra abbia avuto la stessa difficoltà: dove non riesce ad essere continua, dove non riesce a far sua la partita, a gestirla, a comandarla la partita, perché delle giocate, delle fasi e dei momenti dove ha fatto un buon calcio, ha cercato le cose giuste, ha fatto le cose giuste, ci sono stati e anche di più di quelli che credevo, rivedendola attentamente. Poi è vero che andiamo sotto la linea che dovremmo scendere in alcuni momenti perché come spesso si è detto spesso ultimamente, non si riesce a riempire la partita, individualmente di quelle che sono le componenti che ci vogliono. La cosa fondamentale è essere più precisi nella semplicità. Noi non riusciamo a trovare dei passaggi facili che ci danno quella copertura in dei momenti della partita che ci permette di essere quelli che gestiscono la situazione. Probabilmente, proprio perché ai nostri calciatori sembra facile, evitano quello, ma invece quella è la chiave: questa ragnatela di passaggi che sembrano banali che, però, non danno il riferimento alla squadra avversaria su dove poi posizionare il corpo di squadra, su che riferimento avere e su come andarlo poi ad attaccare, diventa fondamentale. E’ stata un po’ la chiave dell’anno scorso, per il momento non ce la siamo portata dietro fino in fondo, quella è la cosa a cui dobbiamo pensare principalmente adesso”.

Salah è un po l’ex molto atteso, l’osservato speciale. Un anno fa fu accolto con i fischi, segnò dopo 6 minuti, venne espulso: volevo sapere come stava vivendo questa vigilia e il suo significato tecnico dentro la squadra. E’ uno che riempie la partita?

Salah vive tutto allo stesso modo e vive sempre allo stesso modo. E’ una persona perfetta, ha sempre il sorriso sulle labbra. Quando a volte fa finta di non capire, gli dico qualcosa in fiorentino e vedo che si gira di scatto per cui capisce tutto, sa tutto, è uno sveglissimo e naturalmente è rimasto attaccato a quella piazza, però è contento di vivere a Roma, vuole bene alla Roma e vuol far bene con la Roma e non avrò dubbi che dentro la partita metterà tutta la sua voglia. Lui è un giocatore che riempie la partita perché attacca di continuo la linea difensiva, è uno che ha quest’imprevedibilità oltre che avere nelle sue qualità il gol, imprevedibilità nel…palla sui piedi, palla sopra. Esce da delle situazioni a volte da solo che non t’aspetti, per cui non c’è da dargli neanche troppe indicazioni sennò è uno di quei giocatori che a dargli troppe indicazioni si rischia di limitarlo ed è bravo ad andare dietro la linea difensiva. Ad esempio Iturbe è uno che ha più bisogno di riconoscere quello che deve un po fare, gli vanno date più indicazioni perché deve sapere quello che deve fare, Salah ha più estrosità, ha più talento nel fare le cose e va lasciato un po libero. Nel suo comportamento di riempimento ci dovrebbe essere qualche volta di lottare qualche pallone in più, perché poi lo può lottare qualche pallone in più, soprattutto quando gli viene data palla addosso che il suo avversario gli è alle costole, lui di solito riesce a liberarsi e prendere quel metro, quei due metri di vantaggio perché ha questi movimenti così rapidi nei contromovimenti. Quando invece ce l’ha proprio addosso che il primo impatto dev’essere di contrasto, li lo può migliorare, come può migliorare nonostante la sua statura di fare qualche gol d’anticipo di testa, come ha fatto nell’ultima partita. In qualche cosa deve migliorare anche lui ma è un giocatore sicuramente affidabile”.

Appena arrivato a Roma 7/8 mesi fa disse che Roma è l’ambiente ideale per lavorare. A distanza di mesi è ancora della stessa idea o ha cambiato?

Della stessa idea sull’ambiente e sulla squadra. Io mi deformerò a fine anno se mi devo deformare. Se voi ogni tanto che… dipende da quello che succede, dipende dai risultati. La squadra è forte, sui giocatori ci credo, ci continuerò a credere e seminare, perché secondo me quando si semina bene da qualche parte qualcosa nasce e bisogna esser pronti a vedere cosa nasce . Per fare un paragone, ho detto Iturbe da rivedere, rimandato, non ho detto buttato via Iturbe o buttato via un altro calciatore. A me vanno bene questi qui fino a fine anno e la rosa che ho voluto, mi soddisfa e non mi deformo. Roma ambiente ideale per lavorare, chiaro che poi, bisognerebbe riuscire a far nascere quest’entusiasmo che ti supporta e che ti sopporta perché i giocatori nonostante abbiamo una testa, messi in un ambiente ideale per lavorare, con entusiasmo riescono a dare quel qualcosina in più, è più facile direzionare quelle che sono le intenzioni. Diversamente vivere sempre nel dubbio, fra le tensioni e fra lese aspirazioni diventa un po più difficile e allora li ci vorrebbe un po più di personalità e di carattere nella gestione, perché tanto queste vengono fuori nel nostro calcio. Qualcuno lo sa però poi non riesce a opporsi nella maniera corretta e di conseguenza bisogna indicargli quella che dev’essere la strada. Le tensioni e le esasperazioni nel nostro calcio ci sono e bisogna vincere, perché l’imposizione è vincere. Secondo me c’è anche un’altra strada che è quella di lavorare nella maniera corretta, di fare un percorso dove lasci dei paletti per far vedere che quella è la strada da continuare. Ci dev’essere un modo di lavorare, di pensare e di fare che deve determinare il futuro“.

 

Sulla difesa ha sempre detto che c’è da lavorarci e so quant’applicazione c’è da parte di tutto lo staff sull’addestramento tattico della difesa. Però ci sono stati, facendo riferimento alle ultime due partite, degli errori individuali ad esempio: i difensori che non salgono e non mettono in fuorigioco Muriel nel gol della Sampdoria, l’errore individuale di Juan Jesus a Plzen. Questo lavoro che state facendo vedi che viene recepito dai tuoi giocatori? Visto che il Presidente va due giorni a Firenze, l’hai invitato al tuo ristorante?

E’ vero abbiamo preso qualche gol di troppo, abbiamo fatto anche delle cose fatte bene, perché di gol ne abbiamo fatti diversi e di questo non sento parlare nessuno. Si tende con quelle che sono state le scelte ad andare di là, a fare la fase offensiva, a lavorare per il gol. La difesa ha un’importanza effettiva nell’economia del gioco di squadra e nel raggiungimento dei risultati, ma proprio per come sono stati presi viene più ad interessare quella che è la mancanza di fiducia o la tranquillità. Se i guardo il gol di Jesus, perché l’hai tirato in ballo, metto subito però in evidenza che poverino ha giocato queste due partite lui dove, per quel colpo che aveva preso gli è stato chiesto di fare uno sforzo, di anticipare ed è stato disponibile.non è al meglio perché precedentemente ci ha fatto vedere qualcosa di diverso. Per la presa di posizione che fa sul quel gol li, nonostante sia posizionato bene, fa vedere di non essere tranquillo e non c’entra niente la linea difensiva o il lavoro fatto o la qualità del giocatore. Il momento che stiamo attraversando lo porta a dover commettere la banalità che la scelta importante. Questo riguarda anche altri episodi o la troppa attenzione nella ricerca, la troppa voglia: ha causato qualche errore che non dobbiamo commettere. Si tratta, quando parliamo di testa, di far riconoscere che il lavoro giusto e i pensieri giusti, e la fiducia per il futuro, il picchettare il futuro sotto certi aspetti che deve essere un po’ il mio lavoro. Oltre quello dei risultati ci deve essere questo picchettare situazioni per il futuro. Anche questa deve essere una loro ricerca. Oltre il risultato, la vincere. La costante di tutta la Roma in generale, dare una forza futura. In questo caso tranquillità a giocatori che hanno commesso banalità e che possono fare meglio. Terzino? Secondo me no, può farlo benissimo. E’ un giocatore veloce, che ha piede. Non ha grandissime qualità di scelta ma ha piede: passaggio a 20 metri, giocata addosso, nello spazio. Poi se deve mettere la palla filtrante o saltare l’uomo è un altro discorso, come può fare Florenzi o Peres. Sul colpo di testa è fortissimo, sulla marcatura dentro l’area di rigore, quella deve essere il suo cavallo di battaglia. Pallotta? Sceglie da solo i ristoranti perché ha la possibilità di scegliere“.

Nelle ultime tre partite ha riproposto la formula vincente davanti con i tre piccoli. Poi al primo minuto del secondo tempo tutte le volte ha dovuto rimettere dentro il centravanti. Sta pensando di chiudere questa fase e ricominciarne un’altra con Dzeko? Ha fatto il suo tempo quella formula, i giocatori non ci credono più, gli avversari hanno capito come reagire?

“E’ un modo di dividere la squadra. Penso alla formazione dello scorso anno perché ha fatto vedere che ha dato profitti alla Roma e vantaggi. Poi ci penso con Dzeko perché gli ho fatto giocare partite e quella formazione ha bisogno di costanza fisica e con Dzeko diventa più possente e diventa possibile fare altre scelte e soluzioni. Ti da la fisicità e tutti la ricercano. Tutti ne hanno 2-3 davanti di quella forza lì, noi uno solo. Se non ha giocato l’altra sera è per lasciarlo fresco per Firenze. Salah e El Sharaawy hanno fatto bene anche in precedenza, abbiamo la nostra rosa e devo infondere fiducia ed è quello che sto facendo. Qualcosa devo dire, ma sopratutto piantare fiducia perché poi sono convinto che qualcosa nascerà da qualche parte e ci si potrà costruire. Attualmente dobbiamo solo trovare un equilibrio di sostanza nella partita senza subire o creare alti e bassi dove non riusciamo a essere una squadra forte che può ambire a risultati importanti. Questo si fa attraverso la semplicità, attraverso una rete di passaggi semplici e continui. Senza portare palla, scelte facili da fare senza inventarsi niente che poi allo step successivo, quando fai possesso porti uomini e vai allo step successivo e da lì si ricrea la stessa possibilità. Fino alla linea difensiva dove si deve andare oltre. Ma in quello i nostri giocatori sono maestri e lo dicono i numeri, lo dicono i gol, i comportamenti scomposti poi sui grafici”

Come mai questi cali di concentrazione? Ha deciso il titolare in porta?

“Abbiamo fatto bene a lunghi tratti anche nell’ultima partita, abbiamo fatto benissimo per metà del primo tempo con la Samp, malissimo per la seconda metà e benissimo per tutto il secondo tempo. A Plzen abbiamo iniziato e il primo quarto d’ora abbiamo fatto benissimo, fino a quando abbiamo preso gol, poi c’è stato un calo e non siamo stati continui. La chiave è rifare le cose semplici, rifare possesso palla semplice. Diamo alla giocata un contributo invisibile, il passaggino che non crediamo importante, che crediamo da 0 come voto ma poi quella addizione lì fa la sufficienza. Ragazzi i portieri per me sono due calciatori normali. Ne parlo e ne ragiono come in un calcio moderno ne parlo come se sono giocatori normali. Poi se lo chiedi devono sapere se devono essere i titolari. Anche i terzini ragionano così, gli farebbe piacere saperlo. Sei titolare se fai meglio dell’altro. Ci sono momenti in cui puoi cambiare come questo momento qui, ho ritenuto opportuno fare così probabilmente sbagliando. Le intenzioni sono sempre quelle, picchettare il futuro, trovare la strada. Si traggono delle piccole conclusioni ma per me sarà sempre uguale: abbiamo avuto un momento difficile, uscire dalla Champions è stato difficile, è un passaggio a vuoto. C’è ancora un lavoro da fare che aspetta di essere fatto che poi possiamo fare per lasciare una Roma migliore di quella che abbiamo trovato”.

Totti dal primo minuto è possibile? La rosa è più competitiva di quella dell’anno scorso?

“Totti si può vedere anche dal primo minuto. Quando è entrato ha fatto bene il suo lavoro. Non vuol dire a Firenze ma è un discorso in generale che faccio su Totti. La rosa è più competitiva e mi piace più di quella dello scorso anno, più competitiva. Fino a fine anno non mi deformo”.

Totti le ha fatto cambiare idea giocando? Sulla squadra vuole cambiare qualcosa?

“Ho sempre la stessa idea su Francesco. Purtroppo Francesco viene usato, in maniera sbagliata per me: anche lui lo avverte questo involontariamente. Io non voglio togliere niente al giocatore, ripartiamo da lì. Da quello che è stato il discorso lo scorso anno. Io sono arrivato, gli ho parlato apertamente dentro il mio ufficio e poi si è partiti per un tragitto, un decorso. La squadra ha iniziato a far bene, lui aveva qualcosa da mettere, aveva un infortunio. La squadra ha avuto difficoltà nei primi 10 giorni e poi ha iniziato a fare bene nella ricerca che ho che è quella di riuscire a trovare altri riferimenti. Voi no, a voi interessa solo una cosa e la usate per creare distacco nella Roma. A prescindere si usa Francesco per spaccare la Roma: quando si da potere totale a una persona, non sento parlare bene di niente: la società, direttore generale, allenatore, ambiente anche se io dico che va bene ho dubbi sull’ambiente e l’ho sempre detta alla stessa maniera. Quelli che lavorano nella Roma non vanno bene, le macchine che si usano non sono celesti, non va bene niente. Ci sarà una cosa che vi va bene: hanno costruito uno spogliatoio nuovo, Pallotta si è dato da fare e ha speso soldi e ha investito in cose solide che rimarranno. Vogliamo scriverlo che ha fatto bene qualcosa. Su Francesco più di dire che è un genio che devo dire, ha una certa età e va gestito in una certa maniera. Sopratutto lui deve darmi una mano a far crescere giocatori importanti come lui, lui deve infondere questo modo di pensare di squadra. A voi interessa solo questo. Lo scorso anno ci ha dato un contributo fondamentale, come quest’anno quando ha giocato spesso per arrivare alla vittoria. Lo scorso anno la possibilità del preliminare l’ha creata anche la squadra. Quando uno scrive che l’ha creata solo lui fa già vedere da che parte sta. E’ così: io posso o devo far vedere che vado in una direzione e che ho obblighi. Il fine può anche essere totalmente diverso dagli obblighi che ho. E’ tutto lì il giochino. Francesco è un calciatore straordinario ma la Roma non vincerà mai niente se si ha solo Francesco. Non vincerà mai niente. Quella Roma che ha vinto, che c’erano altri calciatori straordinari, si viene fuori solo Francesco e si è vinto niente: lui vince perché è un grande calciatore e ha vinto tanto, ma da solo non basta. Il mio discorso è facile però poi è difficile e non va mischiata alla passione degli sportivi che è un’altra cosa. Fanno quello che vogliono, noi abbiamo il dovere di tirargli dentro un corpo solo, un entusiasmo di partecipazione con i nostri comportamenti. Deve essere evidente quelle che sono le nostre ricerche, disponibilità, volonta, professionalità La Roma deve essere anche altre cose, ne parlavo anche con lui a colazione. Stamani si è allenato prima della squadra: gli ho concesso questo per partecipare al funerale della zia. Per le situazioni familiari siamo disponibili. Abbiamo fatto colazione e ne abbiamo parlato. Radja ha fatto questo discorso qui perché è un modo corretto di prendere in evidenza quello che succede nello spogliatoio. Non ho niente contro Francesco, anzi ho cominciato da quest’anno dalla prima intervista a dire che siccome voi tutti avete scritto la sua ultima stagione, io non la vedo così. Lo dice il campo se sarà o no, voi mi volete attribuire una responsabilità che non voglio e non ho. Gli posso anche dire che io continuo a fare l’allenatore della Roma se c’è Francesco calciatore, se lui smette smetto anche io. Io ho il contratto solo per quest’anno e io come ognuno nel suo lavoro, che sia allenatore o direttore di giornali, bisogna smetta se non faccio risultati come tutti in questo mondo qui. Se il direttore di un giornale fa 15.000 tirature in meno in un giornale deve smettere perché non fa bene il suo lavoro. Se io non faccio vittorie devo smettere perché devo fare un altro lavoro. Siamo tutti figli di risultati. E’ stato utilizzato nel finale perché la squadra andava, aveva un corpo e una sostanza. Nessuno ha riconosciuto i meriti della squadra. Si sono dati i meriti solo quando Totti determinava qualcosa di importante, perché si vinceva grazie alle sue giocate, che però sono giocate che lui sa fare e mette del suo. La sostanza del girone di ritorno, il record di punti di un girone di ritorno lo ha determinato la Roma, non un calciatore solo. Io ho la stessa idea su Totti, anzi la miglioro: se Totti continua a giocare io sono l’allenatore della Roma, se Totti non gioca non sono l’allenatore della Roma”.

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  1. encat - 4 anni fa

    intanto bisogna vedere se sarai ancora l’allenatore della Roma, se queste sono le premesse qualche dubbio ce l’ho eh…

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  2. Ultima ora - 4 anni fa

    La Viola ha solo 3 punti ma solo perchè non ha giocato con il Genova causa diluvio, non c’è da fidarsi, ha vinto con il Chievo quindici giorni fa e ha fatto 2 – 1 con la juve, significa che non è da prendere sottogamba

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