Emerson Palmieri: “Difficili i primi 5-6 mesi a Roma. Spalletti è stato un papà per me”

Poi aggiunge: “Avere la fiducia con di un allenatore così fa la differenza. Tutte le volte che devo parlare di lui lo ringrazio e basta”

di Redazione, @forzaroma

Emerson Palmieri è l’ospite di oggi a #CasaSkySport. L’ex terzino della Roma, oggi al Chelsea, parla dei suoi anni nella Capitale e dell’importanza di Spalletti nella sua carriera: “I primi 5-6 mesi alla Roma non sono stati facili. Poi è arrivato Spalletti che ha fatto un grande lavoro su di me e le cose sono andate benissimo. Tutte le volte che devo parlare di lui lo ringrazio e basta. Quando avevo bisogno di una mano lui mi ha sempre protetto. E’ stato come un papà per me dandomi del supporto di cui avevo bisogno. Avere la fiducia con di un allenatore così fa la differenza”. Poi una battuta sulle differenze tra Serie A e Premier League: “E’ la prima volta che lavoro con un allenatore inglese e devo dire che corriamo molto. In Serie A si giocano partite più tattiche”. E sul ritorno in Italia risponde così: “In Serie A mi sono trovato benissimo, anche per questo ho scelto la nazionale italiana. Può succedere, ma sono felice qui al Chelsea ora”. 

Non mancano le domande sul suo momento più bello in giallorosso. “Lì ho vissuto tanti momenti belli, tante vittorie belle. Il ricordo più bello è stato nel derby contro la Lazio quando abbiamo vinto 2-0. In quel momento nessuno credeva ancora su di me e ho fatto una partita straordinaria. Finito il match sono andato a casa felicissimo, è il primo ricordo che mi viene in mente” racconta Emerson Palmieri che parla anche del suo infortunio: “Dopo tutto quello che è successo e quello che ho passato, quando sono tornato ho sempre cercato di mantenermi bene andando in palestra ogni giorno. Ho preso più cura di me stesso, anche per questo sono migliorato molto”. Infine una battuta sugli allenatori avuti: “Con Spalletti c’è più un rapporto d’amicizia, puoi parlare anche della tua famiglia. Con Sarri, invece, il rapporto si ferma al campo. Come allenatori sono simili, forse Maurizio lavora di più sulla tattica. Luciano, invece, ti lascia divertire un po’ di più durante gli allenamenti”. 

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