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Brighton: scouting, De Zerbi e la stima con De Rossi. Ecco gli avversari della Roma

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Dalle ricche plusvalenze alle idee del mister italiano. I giallorossi affronteranno la favola inglese agli ottavi di finale
Daniele Aloisi
Daniele Aloisi Collaboratore 

La Roma affronterà il Brighton di Roberto De Zerbi agli ottavi di finale dell’Europa League. I giallorossi ritrovano l’allenatore italiano (andata il 7 marzo e ritorno il 14) dopo la sua ultima avventura in Serie A di tre anni fa sulla panchina del Sassuolo. Il mister è la vera e propria rivelazione della Premier League. Al momento occupa la settima posizione e si è messo alle spalle big come Chelsea e Newcastle. I ‘Gabbiani’ stanno vivendo il miglior periodo della loro storia grazie a De Zerbi. Prima di quest’anno non erano mai arrivati in Europa e hanno superato agevolmente il girone con Ajax, Marsiglia e AEK Atene. Il palmares è molto povero e tra i trofei importanti c’è solamente un Community Shield vinto nel 1910. A cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 il Brighton era tornato in massima serie per poi tornare nelle categorie minori. Nel 2002 ha rischiato addirittura il fallimento ma fu salvato dall’imprenditore Dick Knight. Dal 2017 è stabilmente in Serie A inglese e con De Zerbi ha ottenuto i migliori piazzamenti: noni due anni fa e sesti nella stagione passata. La Roma torna ad affrontare una squadra inglese in Europa dopo due anni. Nel 2022 la squadra di Mourinho giocò contro il Leicester in semifinale di Conference League. Nel corso della loro storia i giallorossi hanno affrontato per tre volte una squadra inglese agli ottavi di finale di Europa League, tuttavia non sono precedenti felici perché sono sempre stati eliminati. Al livello italiano nessuna squadra è attualmente come la Roma, infatti, negli ultimi 10 anni la squadra è l’unica italiana ad essersi sempre qualificata almeno agli ottavi di finale della Coppa europea alla quale ha partecipato.

La favola De Zerbi e la stima di De Rossi

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Il Brighton è una vera e propria favola che in questi anni si sta facendo spazio tra i giganti della Premier League. Tanto si deve al lavoro iniziato da Potter e poi proseguito da Roberto De Zerbi. In Inghilterra ormai si parla di ‘Dezerbismo’ ed è diventato un idolo in città. Ha portato la sua idea di gioco che si basa sul possesso palla e la costruzione dal basso: “Per me buttare la palla e andare allo stacco di testa o recuperarla su un rimbalzo è scommettere. E a me non piace scommettere”. I numeri in questi anni sono sotto gli occhi di tutti. Nella passata stagione per lunghi tratti il Brighton è stata la squadra capace di tirare più volte nello specchio della porta nei top 5 campionati europei. Un altro dato aiuta a capire il modo di giocare dell’allenatore italiano, ed è la percentuale di rinvii lunghi fatti dai portieri delle squadre di Premier League. A settembre 2023 si andava dall’84,8% del Nottingham Forest al 20% del Manchester United di Ten Hag. Poi c'era il Brighton a zero.

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Daniele De Rossi nutre grande stima di Roberto De Zerbi e non lo ha nascosto nella prima conferenza da allenatore della Roma: "Dire il mio calcio mi fa venire i brividi e l'ho sentito dire anche da allenatori che stimo. A parte Guardiola, De Zerbi, Simeone, Conte che hanno spostato qualcosa nel calcio. Non sono al loro livello, penso che gli allenatori bravi li riconosci da come giocano le squadre". Anche negli anni precedenti aveva parlato dell'ex Sassuolo a Sky Sport: "Penso che devo imparare dal migliore, ossia Guardiola. Poi stimo Gattuso, è bravo. De Zerbi, invece, mi fa impazzire". Nel 2019 fu De Zerbi a parlare di DDR: "De Rossi mi ha fatto i complimenti, ha detto che alcuni miei giocatori si sono divertiti. È il complimento più bello che mi potessero fare"

Brighton, giovani e scouting: un modello da seguire

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Il Brighton è riuscito in questi anni a guadagnare cifre importantissime da giocatori che inizialmente erano sconosciuti. Nelle ultime due stagioni, i Seagulls hanno incassato €333.80 milioni dalla vendita dei propri giocatori e hanno speso €156.05 milioni sul mercato per acquistarne di nuovi. Le plusvalenze più note sono quelle di Caicedo (128 milioni) e MacAllister (€55 milioni). Il segreto del Brighton ha un nome e un cognome: Tony Bloom, presidente del club e imprenditore con una storia da giocatore di poker e appassionato di ippica.

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Come funziona lo scouting? Attraverso lo studio dei dati, al Brighton applicano una metrica a semaforo per ordinare i giocatori in 3 colonne in base alla varietà di informazioni che ricevono e le previsioni sull'ambientamento allo stile di gioco della squadra. Hanno diversi analisti delle prestazioni e scout specializzati nelle varie posizioni sul campo. Questo è qualcosa di molto distintivo poiché la maggior parte dei club utilizza scout per regioni del mondo. Preferiscono invece avere uno o più osservatori specializzati nello studio di portieri, difensori centrali, centrocampisti, esterni e attaccanti.

Brighton, la rosa e i principali pericoli

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Nonostante il Brighton abbia venduto i pezzi pregiati in questi anni come Caicedo, MacAllister e White è una squadra che mette paura a tutti e l'anno scorso ha fatto male a tantissime big. La rosa è molto giovane ed ha un'età media di 25,4 anni. I pericoli principali arrivano dall'attacco: Ferguson e Mitoma sono le stelle della squadra e hanno già valutazioni sopra i 50 milioni di euro. C'è anche Joao Pedro che è il capocannoniere, ma al momento è infortunato ed è in dubbio per la sfida di Europa League. Mentre è tornato a disposizione Ansu Fati. Al momento sono out anche March e Enciso. In mezzo al campo i giocatori più temibili sono Buonanotte e Gilmour. La difesa è il punto debole della squadra di De Zerbi: Dunk è il capitano e tra i giocatori più anziani in rosa. Oltre a lui tra i calciatori d'esperienza ci sono anche Milner, Lallana e Welbeck. L'ex Arsenal è al momento il titolare in attesa del ritorno di Joao Pedro.

BRIGHTON FORMAZIONE TIPO (3-4-2-1): Steele; Webster, Dunk, Igor; Lamptey, Gilmour, Buonanotte, Estupinian; Ferguson, Mitoma, Welbeck.

 

 

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