Roma verso il mercato: da Handanovic a Peres, le migliori opportunità dalla Serie A

Un difensore forte e carismatico come Glik, oppure un esterno offensivo di qualità come Dries Mertens. Sono tanti i potenziali affari che il nostro campionato può offrire

di Redazione, @forzaroma

Dieci gare da giocare alla morte. Dieci tappe decisive che ci diranno se la Roma, anche il prossimo anno, si presenterà al ballo della grande Europa. La testa di tecnico e calciatori dev’essere al campo, quella dei tifosi (e anche del ds Sabatini) è già un po’ all’estate. E quindi, al calciomercato. Sabatini per l’appunto. Sarà ancora lui a giostrare dall’alto le manovre giallorosse? Ad oggi non v’è certezza. Ma i fatti s’iniziano a fare adesso, e la Roma non può certo permettersi di attendere giugno per svelare il nome del nuovo direttore sportivo. Alle porte c’è l’ennesima rivoluzione. La quarta in cinque anni. Dolorosa ma più che mai doverosa, visto l’incessante avanzare dell’età di alcuni protagonisti e l’acclarata inadeguatezza ad altissimi livelli di altri. L’esigenza è quella di riportare le lancette al 27 maggio 2013. Quel giorno, dopo la finale di Coppa Italia persa contro la Lazio, Sabatini capì di dover attuare una precisa strategia, puntando su due qualità fondamentali nel calcio moderno: la fisicità e la personalità. I primi nomi per il 2015-2016 già circolano da tempo. La Serie A, in tal senso, può offrire golose sorprese. Benatia e Nainggolan, pescati in due realtà minori del nostro campionato (Udinese e Cagliari) si sono rivelati acquisti straordinari. C’è dell’altro a disposizione? Proviamo a capirlo.

 

PORTIERI – Si parte dall’estremo difensore. Uno, già. Non ne serviranno di più. Il 38enne Morgan De Sanctis, fresco di contratto rinnovato, resterà con tutta probabilità da secondo (prendendo il posto di Skorupski, che verrà ceduto presumibilmente in prestito per fare esperienza). Lobont, anch’egli in scadenza nel 2016, si godrà un altro anno da terzo. Sabatini dovrà andare a caccia di un titolare forte e non troppo anziano, al quale poter affidare la porta romanista per almeno un triennio.

Relativamente alla Serie A, il nome più affascinante è quello di Samir Handanovic, in scadenza con l’Inter tra 15 mesi. Per ora non c’è traccia di rinnovo, e le possibilità che lo sloveno vada via non sono poche. Occhio a Diego Lopez (anni 33), in forza al Milan e legato contrattualmente ai rossoneri fino al 2018. Può costare sui 10 milioni. Non manca sul piatto la soluzione giovane: Mattia Perin del Genoa (il cui prezzo però è sensibilmente lievitato negli ultimi mesi) o Marco Sportiello dell’Atalanta. In ribasso le quotazioni di Scuffet. Il brasiliano Neto è ormai in orbita Juve, mentre il greco Karnezis (che andrebbe ad arricchire il parco ellenici della rosa) non stuzzica granché.

 

DIFENSORI – A caccia del nuovo Benatia. Ossia, del difensore di discreta esperienza, non troppo costoso e in grado di rivelarsi sul campo uno dei migliori acquisti del campionato. L’identikit porta al nome di Kamil Glik, 26 anni, leader e capitano del Toro di Ventura. Ha tutto: forza fisica, qualità nell’impostazione, temperamento straordinario e fiuto del gol (6 le sue reti in campionato). Potrebbe fare coppia sia con Manolas che con Castan, concedendo più di un’opportunità al mister. Altra buona opzione? Il costaricense Giancarlo Gonzalez del Palermo. Resta il dubbio: la Roma acquisterà un difensore centrale? Ora come ora, dando per scontati i ritorni di Astori a Cagliari e Spolli a Catania, le soluzioni sono comunque quattro, visto che dal prestito alla Samp rientrerà Romagnoli. Non è escluso che quest’ultimo si faccia un altro anno di ossa altrove. O in alternativa Yanga-Mbiwa, con un’operazione stile Bradley, potrebbe essere piazzato all’estero. E sui terzini? A destra c’è da sciogliere il nodo Maicon: resterà oppure no? Se sì, in quali condizioni? Le ultime dieci gare dell’anno saranno indicative. Torosidis e Holebas dovrebbero rimanere come alternative, mentre Cole farà le valigie. In arrivo due titolari. Il sogno a destra è Bruno Peres, ma la Serie A offre altre tre opzioni gustose: Vrsaljko del Sassuolo, Widmer dell’Udinese e Zappacosta dell’Atalanta. A sinistra sarà dura trovare un titolare affidabile. Due le opportunità “limitrofe”: il rilancio di Nagatomo (Inter) o la scommessa Mario Rui (Empoli).

 

CENTROCAMPO – Reparto rivoluzionato o solo puntellato? Il quesito è d’obbligo. Va chiarita una cosa: il piazzamento finale in classifica cambierà anche le prospettive di mercato. Senza Champions diretta, è probabile che la Roma effettui una (se non due) operazioni consistenti in uscita. E i nomi maggiormente spendibili sul mercato (dando per scontata la volontà del club di non privarsi di Manolas e Nainggolan) sono due: Adem Ljajic e Miralem Pjanic. Il bosniaco ha deluso per il terzo anno su quattro. Il suo valore è sceso rispetto a dodici mesi fa (da potenziali 40 milioni ad un massimo di 25) e il sacrificio, a patto che arrivi un’offerta soddisfacente, risulterebbe indolore anche per buona parte della piazza. Sì, ma gli altri? Detto di Nainggolan (va sempre riscattata la seconda metà dal Cagliari e non sarà una passeggiata), si attendono risposte confortanti da De Rossi (sul campo, dopo l’ottima prova e il gol di Cesena) e da Strootman (dall’infermeria). Keita deve decidere se rinnovare o meno (si va verso il sì), mentre su Uçan e Paredes verranno fatte delle riflessioni a parte. Probabile l’arrivo di un titolare di qualità. La Serie A offre due svincolati illustri (Kucka e De Jong), un giovane di splendide speranze (Donsah del Cagliari) e due certezze dal costo non indifferente: Borja Valero della Fiorentina e Pedro Obiang della Sampdoria.

 

ATTACCANTI – Si attendono i botti. Quelli veri. Perché la Roma di Garcia, quest’anno, ha palesato un guaio su tutti: il gol. Quindi, la mancanza di un vero stoccatore. Di un animale d’area in grado di risolvere le partite ogni qual volta la squadra non è stata capace di fornire prestazioni di qualità. Molto si dovrà cambiare, partendo però da un’incredibile abbondanza. Già, perché tolto Ibarbo (che difficilmente verrà riscattato ai 12,5 milioni pattuiti col Cagliari), la Roma si ritroverà con ben nove pedine da gestire: Iturbe, Florenzi, Gervinho, Ljajic, Verde, Sanabria, Destro (di ritorno dal Milan), Doumbia e Totti. Sul Capitano va fatto un discorso chiaro: ad anni 39 potrà dare una mano, esser d’aiuto. Ma chiedergli ancora di fare il titolare per più di metà stagione sarebbe follia pura. I due centravanti sono due equivoci (Destro e Doumbia, ad oggi, insieme non fanno una punta di peso), mentre Ljajic e Gervinho, in caso di buone offerte, non saranno ritenuti incedibili. Difficilmente si muoveranno Iturbe e Florenzi, che assieme a Totti (e forse Doumbia) costituiranno il parco alternative. Ergo, servono due titolari. Forse anche tre. Nomi? Per le corsie esterne, la suggestione “italiana” potrebbe essere Dries Mertens, gran talento da rilanciare dopo una stagione difficile a Napoli. Oppure Eder della Samp, che però ora come ora costa davvero molto. In tema bomber, meglio rivolgersi all’estero. In Italia, eccezion fatta per Higuain e forse Icardi, mancano le soluzioni certe e di garanzia.

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