‘RADIO PENSIERI’, NISII: “Se Totti non ha feeling con questa proprietà, deve uscire dalla Roma”

‘RADIO PENSIERI’, NISII: “Se Totti non ha feeling con questa proprietà, deve uscire dalla Roma”

Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche romane

di Redazione, @forzaroma

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti delle emittenti radiofoniche.

Franco Melli (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “La Roma, più che incrementare gli ingaggi, dovrebbe fare la fatica di andare a cercare calciatori buoni e importanti come tante altre squadre che li pagano meno e rendono di più, per esempio l’Atalanta, la Lazio, il Napoli e tante altre. Credo che la partita di sabato sia meno pericolosa di quanto poteva essere fino a qualche tempo fa, perché nella Roma rientrano i migliori e l’Udinese è calata e gli manca Lasagna, che è un giocatore molto importante. Penso che col passare dei giorni questa stia diventando una partita accessibile purché la Roma giochi con un certo furore e una certa determinazione, anche perché non sarebbe accettabile non vincere ad Udine”.

Gianluca Lengua (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Cinque milioni per il rinnovo di Pellegrini? Sono cifre all’ordine del giorno a Trigoria. Abbiamo discusso tantissimo sul fatto che la Roma debba necessariamente andare in Champions, ma deve andarci anche perché i giocatori gli chiedono questo tipo di contratti. Florenzi, per esempio, ha chiesto 4 milioni a stagione. Siamo sicuri che voglia rimanere alla Roma? La domanda non è retorica perché Florenzi non è molto contento di come è stato trattato negli ultimi mesi, sia all’interno di Trigoria che al di fuori. Quando non ha portato la squadra sotto la curva, tantissimi tifosi si sono rivoltati contro di lui. Lui non è un calciatore carismatico come Totti e De Rossi, quindi si dovrebbe caricarsi sulle spalle anche il fatto di essere il capitano della Roma dopo Totti e De Rossi. La domanda è se sarà disposto a farlo. Penso una cosa: i giocatori della Roma stanno arrivando a fine ciclo, o comunque poco ci manca. Tra i calciatori che non stanno rendendo tanto quest’anno ci sono Nainggolan, Strootman e Dzeko. Credo che il club li voglia sostituire, o comunque qualche domanda se la sta facendo. Quest’estate Monchi vuole fare la Roma di Monchi, perché finora è stata la Roma di Sabatini”.

Furio Focolari (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Le possibilità che Kovacic possa arrivare a Roma secondo me sono vicine allo zero. E’ spendendo tutti questi soldi per gli ingaggi che la Roma va alla deriva. Il rendimento di Florenzi in questa stagione non è un rendimento da 4 milioni, anche se è forte. Ma poi perché Pellegrini dovrebbe guadagnare più di Florenzi? Che i giocatori chiedano un aumento di stipendio a fronte di una stagione deludente non va bene. La partita di Udine per la Roma ha un grado di difficoltà alto, anche perché il cammino della squadra di Oddo è importante e nelle ultime partite come punteggio ha fatto meglio della Roma. La Roma ora deve cambiare registro, ma se dovesse essere quella vista contro il Benevento, non basterebbe per fare risultato. Il problema è che in questo momento devi vincere, un pareggio sarebbe un risultato negativo, ma la Roma ora non ti dà l’idea di essere una squadra che vince”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Per il rinnovo del contratto di Pellegrini si parla di 5 milioni di euro l’anno netti, ma già oggi guadagna tanto. Anche per Alisson si parla di 5 milioni, ma la Roma non può pagare 250 milioni di ingaggi”.

Francesco Di Giovambattista (Radio Radio Pomeriggio 104.5): “Non esiste mai che uno come Pellegrini possa guadagnare 5 milioni di euro l’anno, e anche Florenzi non ha un rendimento da 4 milioni annui”.

Federico Nisii (Teleradiostereo 92.7): “Totti non è nuovo a dire certe cose, lo faceva anche con la presidenza Sensi. Però c’è un particolare: Totti non è più un calciatore, ma è un dirigente della Roma. Totti parla quasi come un tifoso, però lui in questo momento è una figura che rappresenta questa società. Ma cosa fa Totti in questa società? Cosa pensa Totti di questa società? Se pensa quello che credo, non ha senso che resti. Guardate il caso Maldini. Se Totti non ha feeling con questa proprietà, deve uscire dalla Roma. Trigoria non è il Circolo Aniene, è un posto di lavoro. Totti non è più un giocatore, è uno che sta dentro la società. Eppure non mi pare sia così. Un dirigente ha il dovere di essere convinto di una filosofia aziendale. Io posso dire da fuori che questa filosofia non mi piace, Totti sta là dentro, non è un’opinionista, un tifoso o un ex giocatore. In questo modo è solo un detonatore per la Roma. Lui rimane la Roma, ma lo rimarrebbe anche uscendo da questa società”.

Piero Torri (Teleradiostereo 92.7): “Queste ultime dichiarazioni di Totti ci danno una risposta su cosa si sente lui: si sente ancora un calciatore, e lo dichiara quando dice ‘Avrei voluto smettere in un’altra maniera’. Si sente ancora un calciatore perché probabilmente ha smesso quando non voleva smettere. Lui non si sente un dirigente e quindi parla ancora da calciatore. È il caso che inizi a metabolizzare questo passaggio da calciatore a dirigente. Per me questo passaggio non è nemmeno iniziato. Ma è possibile che la Roma va a giocare a Verona e un suo dirigente va a giocare a Mosca? Francesco è ancora un calciatore”.

Alessandro Austini (Teleradiostereo-92,7): “Totti anche da calciatore ha sempre detto di volere i campioni. Però qui nessuno riesce ad analizzare il calcio per come è oggi. Pallotta potrebbe investire tutti i suoi averi nel mercato ma dovrebbe rinunciare alle coppe europee. Il lato pericoloso di queste dichiarazioni potrebbe essere che i giocatori della Roma potrebbero non sentirsi dei campioni. Totti dovrebbe iniziare a trovare una strada perché non ha un ruolo nella Roma. Vorrei capire cosa fa. Sta studiando per diventare cosa? Nessuno lo sa. Bisogna sfruttare la forza di Totti a favore della Roma. Bisogna dargli un ruolo specifico. Secondo la società Totti avrebbe dovuto smettere 5 anni prima, in occasione della finale di Coppa Italia contro la Lazio. Se la partita fosse finita diversamente magari Totti si sarebbe potuto ritirare. Se Di Francesco e Totti non capiscono la situazione del mercato perché dovrebbero capirlo i tifosi? Di Francesco secondo me si fa contaminare, è considerato bravo perché è disponibile con la stampa mentre Luis Enrique ai tempi veniva visto come un povero scemo”.

Gabriele Ziantoni (Teleradiostereo-92,7): “In società non hanno preso bene le parole di Totti. E’ simile al comportamento di Nainggolan a capodanno. Mi spiego: quando si lavora in un’azienda è importante capire anche i momenti e saperli leggere. Questa intervista è stata fatta prima del mercato, era un momento particolare. A volte i giocatori si sentono così amati che pensano di essere più importanti della Roma. In piccolo il discorso è questo. Alisson è un giocatore fantastico e non va ceduto. Se la Roma non cede ora Nainggolan perde un patrimonio. Magari fosse arrivata l’offerta dalla Cina, quanto può durare il belga per lo stile di vita che fa? La Roma è preoccupatissima”.

Riccardo ‘Galopeira’ Angelini (Teleradiostereo 92.7): “Io non sono rimasto sconvolto dalle dichiarazioni di Totti su Spalletti. Quello che Francesco ha detto sugli acquisti dei top player non fa una piega, è quasi un’ovvietà. Ma anche a me piacerebbe una Ferrari, solo che non posso permettermela. Lui non voleva bacchettare la Roma, ha detto una cosa da tifoso e da giocatore. Non parla ancora da dirigente. Totti ha detto una cosa che mi ha riconquistato: “Per amore della Roma ho rinunciato a vincere da qualche altra parte”. Quindi significa che non si vinceva molto già prima degli americani”. 

Alvaro Moretti (Radio Radio Mattino – 104,5): “Io ho l’impressione che alla Roma sia girata la carta, Ho la sensazione che ci sia stato un convincimento che è nato dai guai degli altri, cosa che a Roma succede spesso. Ora Di Francesco deve ritrovare l’unità di gruppo, tutti i suoi che credano in un obiettivo, un po’ quello che accadeva quando vinse all’Olimpico con il Chelsea e pareggiato a Londra. E credo sia sulla buona strada. Il turnover? Intanto non toglierei Under perché è il suo momento d’oro”.

Roberto Pruzzo (Radio Radio Mattino – 104,5): “Di Francesco ritrova tanti titolari e l’Udinese, dopo un inizio brillante, ha preso un po’ di forza e qualità. Credo che sabato non sarà difficile conquistare altri tre punti per la Roma, e nove punti in tre partite vuol dire molto per la corsa Champions. Io sono fiducioso. Il rientro di De Rossi è importante e poi prima o poi si sbloccherà Schick”.

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