rassegna stampa

Vai Roma, a San Siro guida la vecchia guardia

Degli otto acquisti estivi contro il Milan dovrebbe giocare solo Kolarov. Manolas: "Vogliamo vincere e dare un segnale a tutti"

Redazione

Degli 8 acquisti del mercato estivo della Roma domenica a San Siro ci dovrebbe essere il solo Kolarov. Uno che fino ad oggi non ha saltato neanche una delle sette partite giocate dalla Roma. Per il resto niente, tra infortuni e panchine. Contro il Milan dell’ex Montella giocherà la vecchia guardia, la Roma della scorsa stagione (con la sola variante di Alisson in porta, visto che il brasiliano lo scorso anno giocava solo le partite di coppa). Ed è proprio la vecchia guardia che dovrà mettere le ali alla Roma, per portare a casa un’eventuale vittoria che peserebbe come un macigno, sia sulla classifica sia sul morale dei giallorossi.

Facendo la conta, dunque, ai lungodegenti Karsdorp e Schick si sono aggiunti negli ultimi giorni prima Moreno (edema post-distrattivo nel muscolo semi tendinoso della coscia sinistra), poi Diego Perotti (problema alla coscia destra) e infine Defrel (uscito a Baku per un risentimento al flessore della coscia sinistra). Con questi ultimi tre siamo già a 9 infortuni muscolari dall’inizio della stagione, francamente un po’ troppi. Poi, a San Siro, almeno dall’inizio dovrebbero mancare anche PellegriniGonalons e Under, tutti e tre destinati a sedersi in panchina.

"Andiamo a Milano solo per vincere – ha detto ieri Manolas al match program del club – Dobbiamo dare continuità alle ultime vittorie. Tra l’altro, battere il Milan a casa sua ci darebbe maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e ci aiuterebbe a dare un segnale importante al campionato". Anche se vincere a San Siro non è mai facile, seppur il Milan attraversi un momento particolarmente turbolento. "A San Siro si giocano sempre partite toste, dal sapore particolare – continua Manolas – Vincere lì è sempre difficile, ma non abbiamo altre soluzioni. E poi a noi non interessa la loro voglia di riscatto, ma il nostro lavoro. E l’obiettivo, cioè vincere".

(A. Pugliese)