Infaticabile Dzeko. Dal Chievo al Real, adesso serve lui

Infaticabile Dzeko. Dal Chievo al Real, adesso serve lui

Di Francesco: “È arrivato tardi, però punto su Edin”. Il bosniaco della Roma farà da chioccia a Zaniolo

di Redazione, @forzaroma

Quando Di Francesco finisce di parlare, la prima sensazione che si ha è che il tempo, nel calcio, sia una variabile imprevedibile. Due concetti galleggiano su tutti. Il primo: “Contro il Chievo ci sarà Dzeko e non Schick dall’inizio“. Il secondo: “Da mezzala si giocano il posto Zaniolo, Pellegrini e Cristante“. Morale: se il 19enne è ad un anno passo dall’esordio in Serie A rappresentando un ponte tra presente e futuro, a 32 anni l’imprescindibile resta sempre lui, Edin il bosniaco, nonostante abbia giocato anche in Nazionale, ricordano Cecchini e Pugliese su “La Gazzetta dello Sport“. L’allenatore lo sa, ma la sua valutazione è trasparente. “Dzeko ha giocato più tardi rispetto agli altri ed è arrivato in ritardo, ma è una valutazione che ho fatto“. La Roma ha bisogno del suo centravanti.

Il Chievo è la squadra a cui Dzeko ha segnato di più: 4 reti, lo stesso bottino realizzato contro Napoli e Sampdoria. Motivo in più perché oggi possa fare ancora una volta la differenza, magari prendendo sotto la propria ala protettiva un ragazzo come Zaniolo. E dopo il doppio impegno con la Bosnia e oggi il Chievo, fra tre giorni lo aspetta il Santiago Bernabeu. Meglio non correre troppo avanti, perché non battere il Chievo non sarebbe un buon viatico in vista della sfida al Real. “Forse è il mio modo di lavorare non partire forte e guadagnare con il tempo metri e risultati — ha spiegato Di Francesco –. Volevamo avere qualche punto in più, ma siamo in tempo per riprenderci quello che abbiamo lasciato. Vorrei entusiasmo e desiderio di approcciarsi alle partite. Così spesso non aiutiamo i giovani a crescere. Devono avere la possibilità di poter sbagliare per migliorare. La Juventus non è di un altro pianeta da oggi. Dobbiamo recuperare terreno, possiamo farlo ritrovando determinazione e cattiveria, ciò che ci ha contraddistinto nelle difficoltà l’anno scorso“.

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