Stadio, scende in campo la Raggi

Stadio, scende in campo la Raggi

Posticipato l’incontro di quest’oggi al Campidoglio che verrà riconvocato nella settimana entrante quando, con ogni probabilità, ci sarà la presenza anche del Sindaco

Posticipato l’ormai abituale incontro del venerdì fra i vertici del Campidoglio – il vice sindaco Frongia, gli assessori Berdini (Urbanistica) e Meleo (Trasporti), De Vito (presidente del Consiglio comunale) e consiglieri comunali 5 Stelle vari e i proponenti del progetto dello Stadio di Tor di Valle oggi salta. E verrà riconvocato nella settimana entrante. Ufficialmente per problemi di agenda. Di agenda del Sindaco. Sì, perché Virginia Raggi, la quale fino a oggi, dopo l’incontro del 14 settembre scorso con il patron giallorosso, James Pallotta, era rimasta la grande assente nel dibattito sul dossier Stadio, avrebbe deciso di prendere in mano la faccenda. Ma essendo impegnata con Grillo e la Appendino a Torino, l’incontro va posticipato. Il vero nodo, però, non è tanto la data del prossimo incontro ma le ragioni che hanno spinto la Raggi a mettere da parte la prudenza: con quale obiettivo il Sindaco si siederà al tavolo con Baldissoni, Gandini e Parnasi? Confermare la linea dura di Berdini e di alcuni (pochi) consiglieri penta stellati favorevoli a un totale ridimensionamento del progetto? Oppure sostenere quella «aperturista» del Vicesindaco, del presidente del Consiglio comunale, De Vito, e del presidente della Commissione urbanistica, Stefàno, cioè gli altri tre grillini eletti anche nella passata consiliatura di Ignazio Marino, cui si somma una gran fetta dei consiglieri 5Stelle in Aula Giulio Cesare?

Le trattative, in realtà, non sarebbero mai state così vicine a chiudersi come ora. La Roma ha messo sul tavolo una (leggera) riduzione delle cubature, una diminuzione della superficie delle aree di parcheggio e un aumento delle opere pubbliche (l’intero rifacimento della via del Mare/Ostiense) andando incontro a molte delle richieste del Comune, anche dello stesso Berdini. Ma non intendere cedere dalla costruzione del Ponte sul Tevere (che si chiamerà Ponte di Traiano visto che su uno degli architravi di sostegno sarà incastonata una enorme riproduzione in bronzo di un sesterzio coniato da Traiano per celebrare il ponte sul Danubio). Se il Comune accetterà questo scambio occorrerà solo trovare la formula giuridica per inserirlo negli accordi senza stravolgere la delibera Marino. Da un lato, però, le intemperanze verbali di Berdini potrebbero nuovamente allontanare il closing e, dall’altro, la Raggi, ha tutto l’interesse a giocare un ruolo di primo piano e rivendicare un ruolo politico attivo. Anche perché, come il Tempo aveva anticipato senza smentite, i vertici nazionali dei 5 Stelle avrebbero dato il placet dal progetto.

(F.M. Magliaro)

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