Roma, il meglio per un quarto

Roma, il meglio per un quarto

Di Francesco non snobba la Coppa Italia e punta su chi necessita di spazio e fiducia. Nell’ottavo con l’Entella ecco Pastore e Schick, Pellegrini al fianco di Cristante

di Redazione, @forzaroma

La Coppa Italia, come confermano i 9 trofei in bacheca (ultimo successo nel 2008) e le 17 finali disputate, ha spesso riempito le pagine della storia della Roma, scrive Ugo Trani su Il Messaggero. Mai è stato obiettivo come in questa stagione, fortemente compromessa in campionato e ovviamente complicata in Europa.

La Roma vuole inquadrare la coccarda tricolore già stasera all’Olimpico (ore 21) contro la Virtus Entella, rivale inedita di Lega Pro per guadagnarsi la promozioni ai quarti, da giocare al Franchi contro la Fiorentina (30 o 31 gennaio).

Stasera Di Francesco, pure se dovrà fare a meno di titolari di sostanza come Manolas, De Rossi, Nzonzi ed El Shaarawy (più Mirante), è invece intenzionato a non modificare il sistema di gioco, insistendo sul 4-2-3-1 utilizzato in 17 delle ultime 19 partite, e a non esagerare di nuovo con la rotazione degli interpreti.

Dentro i migliori o comunque chi sta meglio (tra i 22 convocati, i giovani Greco e Riccardi). E notte passata a Trigoria, ritiro obbligatorio e non più facoltativo nonostante l’appuntamento in campo sia alle 21. Richiesta, quindi, la massima concentrazione, senza snobbare l’ospite, da non considerare di Lega Pro: la rosa della Virtus Entella di Boscaglia è da serie B.

La novità della serata è Pastore, pronto a riprendersi il posto da titolare. E soprattutto il ruolo da trequartista, posizione in cui, da fine settembre, Di Francesco ha schierato Lorenzo Pellegrini (stasera abbassato da mediano) e Zaniolo. Pastore, spesso infortunato, parte ormai dietro i giovani colleghi di reparto. Non comincia una partita dal 12 dicembre, sconfitta ininfluente a Plzen contro il Viktoria in Champions. Finora è il flop del mercato estivo di Monchi. L’allenatore vuole dargli spazio per capire se la condizione fisica finalmente gli permette di recitare da top player. Discorso simile con Schick che, aiutato ultimamente da un mental coach, ha la nuova chance da centravanti, dopo aver sostituito Dzeko per 9 partite di fila, tornando in panchina solo nell’ultima del 2018.

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