Koulibaly canta Napoli

Koulibaly canta Napoli

Parla il centrale franco-senegalese: “Sarri è geniale, il suo calcio è matematica pura. Non so se siamo la squadra più forte, ma mi diverto da matti. Nainggolan è un grande giocatore, completo”

A pochi giorni dalla grande sfida con la Roma, il centrale del Napoli è alto, grosso e mette paura. “Mio papà e mamma sono partiti per la Francia prima che io nascessi: lì hanno trovato lavoro, uno da operaio, l’altra da cameriera – dice Kalidou Koulibaly intervistato da Alessandro Angeloni su Il Messaggero.

Il francese è la mia lingua, quella che ho imparato a scuola, ma io ho sempre vissuto a contatto con persone del Senegal, sono cresciuto con una doppia cultura. Il mio quartiere a Saint-Dié-des-Vosges era pieno di miei connazionali, a casa parlavo la lingua madre, con gli amici pure. Con loro ho cominciato a giocare al calcio, per strada. Dicevano che ero forte”.

L’Africa negli anni ha esportato tanti talenti e un calcio che alla fine non decolla mai. Si è dato una spiegazione?
“Il talento, il fisico a volte non basta. E’ una questione di strutture: in Europa si è più avanti sotto questo aspetto, da noi non ci sono campi adeguati. Il salto di qualità diventa difficile, siamo molto indietro. Certe volte vai a giocare in terreni senza erba, il talento non cresce. Peccato, perché in Africa il calcio è molto popolare, muove persone e passioni. Ma purtroppo è una questione di struttura”.

Parlando di stadi, viene facile una battuta: in Italia crede siano migliori?
“No, qui sono impianti vecchi, ma almeno hanno il campo adeguato. E comunque, mi creda, parliamo di un altro livello”.

Sarri è così geniale?
Sì, è così. Vede cose che altri non vedono. Ti fa capire quanto nel calcio nulla può e deve essere imprevedibile. E’ uno studioso. Qualsiasi domanda tu gli faccia, lui ha sempre una risposta. Ed è sempre giusta. Ti aiuta a pensare come squadra e non come singolo. Quando è arrivato mi ha detto: se fai come ti dico, diventerai un giocatore importante. E io ci sto provando, ma so che posso ancora migliorare. Con Sarri il calcio è matematica, insomma».

Le ha fatto vedere un video di Dzeko, per caso?
“No, ce li ha fatti vedere della Roma, questa è la differenza. Non sarà un duello tra me e lui, ma tra Roma e Napoli. Se non siamo squadra rischiamo di perdere, al contrario verrà più facile vincere. Io posso anche fermare Dzeko, poi fa gol un altro ed è finita”.

Dzeko a Napoli, lo scorso anno, è stato determinante.
“Non perdemmo solo per quello, anche se lui è bomber vero, uno da Pallone d’Oro. Mica uno qualsiasi”.

Il Napoli crede allo scudetto?
“Certo, ma non ci deve pensare. Ciò che conta è battere la Roma adesso. L’obiettivo è questo”.

Il Napoli è la più forte?
Non lo so, ma io mi diverto tanto a giocare in questo Napoli. L’esperienza migliore sotto questo aspetto”.

C’è un giallorosso che le piace particolarmente?
“Nainggolan. E’ come me, lotta per novanta minuti, non molla mai. Fa gol. Grande giocatore, completo».

E che pensa di Manolas?
“Molto forte nelle marcature. Collega di tutto rispetto”.

Che ne pensa della Roma?
“L’ho sempre vissuta come una grande squadra. Per questo non prevedo una partita facile”.

La Juve è più forte?
“Ha una storia diversa, soldi. Compra grandi calciatori. Sarà un bel campionato”.

L’Olimpico le ricorda vittorie e ululati razzisti?
“Lo scorso anno: contro la Lazio. L’arbitro Irrati ha interrotto la partita. Si dice sia un problema di cultura. E io come faccio a cambiare la cultura di un paese o di una tifoseria? E’ l’aspetto brutto del calcio e della vita”.

Lei abbandonerebbe la gara?
“Se sono dieci a fischiare vado avanti, se lo fa uno stadio, no”.

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