rassegna stampa

Florenzi, fascia dell’altra Roma

C’è il Verona, Di Francesco rilancia Ale nel ruolo di esterno basso destro. Via libera al turn over: quattro o cinque novità rispetto all’Atletico

Redazione

Stasera contro il Verona la ripartenza, dunque, è d'obbligo per la Roma, servono come non mai i tre punti. All'Olimpico i giallorossi affrontano una squadra con l'allenatore Pecchia già in bilico, con il misero raccolto fin qui di 1 punto e la peggiore difesa della serie A con 8 gol subiti.

A Roma c'è un clima strano attorno a Di Francesco, come scrive Ugo Trani su Il Messaggero, e lui sa da che parte arriva il vento contrario. E non fatica a capire di essere il bersaglio di qualche tiratore scelto (sì, scelto) che addirittura ne chiede l'esonero, perché la squadra è senza carattere e identità. Pallotta, dopo avergli fatto scudo in ritardo, almeno va a salutarlo al Bernardini (non dovrebbe essere una notizia che il presidente si presenti al centro sportivo: qui sì, pensate un po'). L'allenatore, però, è in grado di difendersi da solo. Dentro lo spogliatoio e anche fuori. E in pubblico, se serve. Di Dzeko, con la società chissà perché in silenzio, si occupa lui. Per ricordargli che lo sfogo dopo l'Atletico non gli è affatto piaciuto. E sistema, prima che l'ex premier rettificasse, pure D'Alema. Con il sorriso. Al veleno, però.

Intanto Karsdorp è di nuovo fermo (per la verità non è mai partito), a quanto pare per un fastidio muscolare; Schick non è ancora pronto per partire titolare (ieri la sua prima convocazione). Due acquisti di primo piano e per ruoli chiave che al momento non sono disponibili. Così come non sono a Trigoria quei due rinforzi che chiese a metà luglio a Pinzolo: il centrale difensivo e l'esterno alto.

Di Francesco sa pure che cosa deve chiedere ai giocatori. Maggiore verticalizzazione per essere efficaci negli ultimi 30 metri e comunque più continuità nel gioco. Anche brillantezza che andrà a trovare cambiando quasi mezza squadra. Darà finalmente spazio a Florenzi che, vent'anni dopo, sembra il suo clone per dinamismo e duttilità. Sarà titolare, dopo quasi 11 mesi, da capitano (se resta fuori De Rossi) e da terzino destro. Nel maxi turnover verranno coinvolti quattro-cinque titolari. Tra i 23 convocati, si rivede pure Castan.