Gabriele Volpi e i retroscena dell’affare Iturbe

Gabriele Volpi e i retroscena dell’affare Iturbe

L’imprenditore ligure si è ritrovato a possedere il 20 per cento del cartellino del calciatore, una situazione oggi proibita dalla Fifa

di Redazione, @forzaroma

Chi è Gabriele Volpi? Un ex impiegato della Carlo Erba emigrato in Nigeria quarant’anni fa, che in Africa ha creato un gruppo della logistica con un fatturato stimato in due miliardi di dollari. Nell’operazione Roma-Verona per Iturbe, come riporta L’Espresso, Volpi ha avuto un ruolo rilevante: si è infatti ritrovato a possedere di fatto il 20 per cento del cartellino del calciatore, una situazione oggi proibita dalla Fifa.

[…]All’epoca il Porto non era in realtà l’unico proprietario del calciatore. Il suo cartellino era infatti diviso fra tre soci: oltre al club lusitano c’era il fondo lusitano Soccer Invest e quello inglese Pencilhill, azionista di maggioranza. La svolta arriva il primo luglio 2014, quando l’attaccante viene venduto per 15 milioni al Verona. Che, solo due settimane dopo, lo rivende alla Roma per 22 milioni. Una compravendita che permette al presidente del club scaligero, Maurizio Setti, di incassare una plusvalenza di 7 milioni, una delle più alte nella storia del club. Ma non è solo il patron dell’Hellas a sorridere. Oltre a Mascardi, rappresentante del fondo Pencilhill, anche Volpi ha guadagnato dallo strano affare Iturbe. Nell’ottobre dello stesso anno la panamense Delta Limited, una società che i documenti in possesso de L’Espresso riconducono proprio all’imprenditore ligure, è diventata infatti intestataria di un’opzione sul calciatore: la scatola offshore ha ricevuto dalla Lastcard, un’altra società rappresentata da Mascardi, il diritto a ottenere il 20 per cento di quanto la Roma incasserà se dovesse vendere o prestare Iturbe. Com’è finita lo sanno bene i tifosi giallorossi. Il “nuovo Messi”, com’era soprannominato quando arrivò nella Capitale, si è rivelato uno dei flop più clamorosi degli ultimi anni, tanto da essere finito in prestito diverse volte, dagli inglesi del Bournemouth al Torino fino ai messicani del Club Tijuana, di proprietà del busines – sman Jorge Hank Rhon, potentissimo nel settore delle scommesse. Qualcosa, però, Volpi deve aver guadagnato. Perché ogni volta che la Roma ha ottenuto soldi per i prestiti, alla Delta è stato girato il 20 per cento. O almeno questo prevedeva il contratto.

[…] Adesso bisogna seguire lo spostamento di alcuni giocatori. Giovani promesse che rimbalzano tra le varie squadre della galassia calcistica targata Volpi, quasi sempre in prestito o ceduti a parametro zero, senza dunque esborsi ingenti per i club. Se tutto va bene, tra un passaggio e l’altro il calciatore aumenta il suo valore di mercato. Finché non arriva una società esterna pronta a comprarlo. Più o meno lo stesso schema usato per Iturbe.

(L’Espresso, V. Melagutti – S. Vergine)

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