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Osvaldo: “Dicevano che bevevo, fumavo e mi drogavo. Ecco perché ho lasciato il calcio”

Parla l'ex attaccante della Roma: "Mi faceva arrabbiare il fatto che si dicessero cose non vere su di me. L’universo del pallone ti giudica senza sapere che dietro l’atleta c’è una persona"

Redazione

Pablo Daniel Osvaldo torna a parlare. In una lunga intervista rilasciata al portale argentino 'El Enganche', l'ex attaccante della Roma - oggi frontman della rock band 'Barrio Viejo' - spiega perché ha deciso di lasciare il mondo del calcio. Ecco le sue dichiarazioni:

Sarò eternamente grato al calcio, nel bene e nel male sono quello che sono e ho quello che ho grazie al calcio. E’ un mondo meraviglioso, che mi ha fatto conoscere tanti posti, che mi ha fatto aprire la mente, che mi ha permesso di vedere Bob Dylan dal vivo. Ma a un certo punto non mi stava più bene, era una cosa personale. Il problema era mio, non voglio cambiare il calcio. Ho solo deciso di andare viaL’universo del calcio ti giudica senza sapere che dietro l’atleta c’è una persona. Ma ho imparato a non farmi condizionare, anche se non era facile quando ero al centro dell’attenzione. Mi faceva arrabbiare il fatto che si dicessero cose non vere su di me. In Argentina, dove ero felice di tornare perché realizzavo un sogno, dicevano che non ero un professionista. ‘Uh, a questo piace il rock and roll. Allora gli piace anche il whisky e magari fuma, passerà tutti i giorni fino alle 5 del mattino a bere e di sicuro si droga’. E io a rispondere: ‘No ragazzi, ho giocato 11 anni in Europa, ho giocato con la Nazionale italiana e nella Juve, pensate che se mi fossi drogato o avessi bevuto whisky fino alle 5 avrei potuto farlo? Non sono Messi ma vado a letto presto, mangio insalata e riposo bene’. Poi è chiaro che mi piace il whisky, fumare, la musica, ma solo quando posso".