Roma, quale sarà la “Hall of Fame” del futuro?

Roma, quale sarà la “Hall of Fame” del futuro?

I ricordi del passato sono l’unico appiglio di una tifoseria esausta. Ci sarà un nuovo campione al quale affezionarci? Ci sarà, tra 30 anni, una Hall of Fame meno invecchiata da ricordare? Perché chi vive solo di ricordi, spesso ha un presente da dimenticare

di Francesco Balzani, @FrancescoBalza8

Abbi cura dei tuoi ricordi perché non puoi viverli di nuovo”. Difficilmente Bob Dylan scrive banalità. E il cantautore-poeta americano ha ragione: ripetere il passato è impossibile. Ma ciò non vuol dire che il presente debba essere peggiore, o che il futuro possa spaventare per eccesso di malinconia. La nuova Roma americana di quei ricordi vissuti da altre proprietà ha decisamente cura. Lo dimostra l’archivio fotografico, i video su Roma Tv e le celebrazioni in stile prettamente Usa per glorificare i grandi campioni del passato. La Hall of Fame ne è la dimostrazione più lampante e nella gelida serata di ieri ha regalato l’unica vera emozione quando il trio Totti-Falcao-Conti è apparso sotto la curva Sud.

Eppure a vedere le bellissime immagini sugli schermi dell’Olimpico ieri viene più rabbia che dolce nostalgia. “Ma ti ricordi Cafu e quel sombrero a Nedved”, dice un tifoso in curva. “Anvedi Pruzzo, altroché Schick ma te che ne sai che manco eri nato”, il commento di un altro che parla con un ragazzo più giovane. “Aldair, che bandiera”, sospira ancora un altro. Poi, come nel bel mezzo di un sogno erotico, ecco che lo speaker annuncia la nuova Roma: Nzonzi, Zaniolo, Cristante, Fazio e compagnia cantante. Ci si sveglia, di botto e con ancora il sorriso stampato sulla faccia. Ma è un risveglio brusco. Perché quei ricordi oggi sono l’unico appiglio di una tifoseria esausta che vorrebbe una Hall of Fame più moderna, meno sverniciata. Di sicuro ci entrerà De Rossi, che però è l’unico giocatore della rosa non acquistato da Pallotta e soci. E gli altri? Alisson ha avuto troppo poco tempo per guadagnarsi un posto tra gli Dei romanisti, e poi è andato al Liverpool. La squadra nemica europea numero uno. Stesso discorso per Salah, o ancor peggio per Pjanic che è passato addirittura alla Juve. DzekoNainggolan forse sì, ma il belga rischia di finire pure in quella dell’Inter. Insomma in quasi nove anni di gestione si è riusciti a produrre una quantità di video commoventi tra bianco e nero e a colori, tutti di successi (o insuccessi) del passato: i tre scudetti, le coppe Italia, la scarpa d’oro di Totti, le finali di coppa Uefa e coppa Campioni. Bei ricordi, bellissimi. Ma conta il presente, e ancora di più il futuro. Senza scomodare Marinetti, allora chiediamo: ci sarà un nuovo campione al quale affezionarci? Ci sarà, tra 30 anni, una Hall of Fame meno invecchiata da ricordare? Perché chi vive solo di ricordi, ha un presente da dimenticare. Spesso.

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