Ritiro Roma, Tomei: “La tournée ci complica il lavoro, ma quest’anno non partiamo da zero”

Ritiro Roma, Tomei: “La tournée ci complica il lavoro, ma quest’anno non partiamo da zero”

Parla il vice di Di Francesco: “Importante avere il gruppo già al completo. Noi dello staff ci conosciamo da tanto, siamo una famiglia”

di Redazione, @forzaroma
Stadio Grande Torino di Torino Nella foto: Il calciatore della AS Roma Aleksandar Kolarov e Francesco Tomei ( vice allenatore)

Le star del ritiro sono i giocatori, ma dietro una preparazione perfetta deve necessariamente esserci un grande staff. Tra i volti più vicini alla squadra c’è sicuramente il vice di Di Francesco, Tomei, che cura il rapporto tra giocatori e staff e consiglia il tecnico. Quest’oggi ha parlato a Roma tv. Le sue parole:

Oggi il primo incontro con i tifosi al Tre Fontane.
Per noi è una cosa nuova, è la prima volta che andiamo al Tre Fontane, sarà emozionante. Anche per i ragazzi sarà una bella emozione.

Cosa fa un allenatore in seconda?
Prima di tutto sto attento all’allenatore (ride ndr). Conosco il mister da tanto, ci basta uno sguardo. Ho un ruolo più diretto con i ragazzi, è questo il mio lavoro. Abbiamo la grossa fortuna di essere uno staff che lavora insieme da tanto. Ognuno conosce bene il suo ruolo e siamo un gruppo affiatato. Se uno pecca, un altro arriva in soccorso. Nel mondo del lavoro in generale, c’è chi punta il dito. Noi non facciamo così, chi sbaglia viene aiutato.

Cosa è cambiato rispetto al ritiro scorso?
Siamo più avvantaggiati. Il primo anno è stato di conoscenza. Oltre il campo, va valutato il contesto, il rapporto con stampo, società e mondo Trigoria. Abbiamo creato una famiglia, un bell’ambiente. Anche con i ragazzi ci sta un clima propositivo, un clima lavorativo importante. Sono molto disponibili, è stato un bell’approccio per adesso.

La Roma ha giocato 48 partite l’anno scorso, stare un po’ troppo insieme può creare problemi?
Un mese a casa ci ha fatto bene (ride ndr). A Sassuolo eravamo abituati a ritmi diversi, a Roma ci sono ritmi frenetici, tre competizioni, quindi ben vengano le vacanze a fine anno.

Quanto conta avere un gruppo così completo?
Importante avere fuori solo 3 nazionali. In questi giorni abbiamo tanto spazio per poter infondere i principi. Siamo avvantaggiati da un anno di lavoro alle spalle, chi ci stava già è bravo a trasferirlo ai nuovi compagni. Il tempo scorre veloce, devi riuscire a fare tutto velocemente.

L’anno scorso si andò in America con poco lavoro alle spalle.
Un anno di lavoro si sente, ripercorrere dei principi inizialmente aiuta molto. Andare in America con un bagaglio già pieno aiuta. Lì non essendo la tua struttura è più difficile, ci sono gli spostamenti e il fuso, tutte piccole cose che vanno a inficiare il lavoro. Non partiremo però da zero.

In allenamento voi dello staff fate un gioco alla fine. L’ultimo che prende la traversa paga da bere.
L’ho organizzato io sapendo che avrei perso. Lo faccio per cementare il gruppo. Gli altri dello staff mi hanno un po’ preso in giro, ma gli offrirò volentieri un aperitivo.

 

 

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