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Perotti: “A novembre mi gioco il Mondiale, fisicamente sto benissimo”

L'esterno argentino: "Col Chelsea non mi aspettavo di vincere 3-0, ma sapevamo di potercela fare. Con Di Francesco gioco più centrale e prendo palla tra le linee"

Redazione

Nella Roma che va anche Diego Perotti è tornato finalmente l'uomo in più in grado spesso di sparigliare le carte con percussioni come quella del 3-0 contro il Chelsea. Il Monito sta vivendo un grande periodo, come tanti altri giallorossi, e recentemente ha ritrovato anche la nazionale. Il numero 8 della Roma è tornato a parlare in un'intervista a Sky Sport.

Te l'aspettavi il 3-0 contro il Chelsea?

Magari non un 3-0, sapevamo però di poter vincere. Avevamo fatto una grandissima partita a Stamford Bridge e ribaltare un 2-0 è stato più difficile che vincere 3-0. Dopo il primo gol immediato si è reso tutto più facile. Non ci aspettavamo un risultato così largo, ma pensavamo di farcela. Alla fine abbiamo anche fatto divertire i nostri tifosi e abbiamo dimostrato che la squadra c'è.

Avete dimostrato di poter andare e imporvi contro una squadra forte. Si può parlare di rivoluzione Di Francesco?

Lui ha messo il suo. Avevamo un maniera diversa di lavorare rispetto a quella che voleva lui quando è arrivato. Noi che abbiamo cominciato con lui da Pinzolo l'abbiamo capito un po' prima rispetto a quelli che sono arrivati dopo anche a causa delle nazionali. Lui ha messo il suo, la sua maniera di lavorare, di pressare, il suo sistema di gioco. Ora si comincia a vedere quello che abbiamo fatto, non è facile quando passi da un allenatore all'altro. C'è bisogno di tempo come in tutti gli aspetti della vita.

Qual è la principale differenza?

Con Spalletti avevamo cominciato a giocare a 3, poi anche a 4, Di Francesco non lo cambia il sistema. A lui piace il 4-3-3 e, almeno fino ad ora, ha giocato sempre così. A me come esterno chiede molto di andare dentro e prendere palla tra le linee, prima non lo facevo quasi mai. Vuole la squadra corta, non vuole che vada a pressare il centravanti e che la linea difensiva sia dietro la metà campo. Con il passare delle partite abbiamo cominciato a farlo molto bene e sta dando risultati.

Ti senti migliorato rispetto allo scorso anno?

Sì, quando uno smette di giocare è difficile giocare e rientrare in partita ogni 20 minuti. Non si può giocare sempre 90 minuti, io l'ho capito. A gennaio e febbraio non ho giocato tantissimo, un po' per il cambio di gioco, con Nainggolan più avanti. La squadra vinceva, Radja ha fatto bene e io non potevo che allenarmi e aspettare. Poi magari l'allenatore non mi vedeva al massimo e ha scelto altri. Il punto chiave ora è che mi sento bene fisicamente, ho fatto un bel ritiro e anche in Argentina ho fatto qualcosa, a 29 anni non puoi arrivare senza aver già fatto qualcosa. Ora arrivo con energie anche a fine partita. I risultati sono quelli che comandano e quando vinci siamo tutti bravi.

Senti aria di Mondiale?

Dopo 6 anni mi hanno richiamato quindi vuol dire che qualche partita l'hanno vista. Me la gioco adesso, in queste due amichevoli dopo la Fiorentina mi gioco il 90% delle possibilità di andare al Mondiale. Perché se non faccio bene non ci sono poi tante altre partite, le qualificazioni sono finite. La mia possibilità è adesso e me la giocherò al 100%.