Olsen tra riscatto e Pallone d’Oro svedese: “In pochi credevano in me”

Olsen tra riscatto e Pallone d’Oro svedese: “In pochi credevano in me”

Il portiere è in corsa per il titolo nel proprio Paese e al momento è davanti a Ibrahimovic: “Sarà dura perché ci sono tanti che hanno fatto una buona stagione, ma spero di vincerlo. Voglio continuare in Champions League”

di Marco Prestisimone, @M_Prestisimone

Dalle difficoltà… al Pallone d’Oro. Svedese, sia chiaro, ma Robin Olsen in pochi mesi ha fatto ricredere chi non lo riteneva all’altezza per il dopo-Alisson ed è anche in testa alle votazioni per l’assegnazione del titolo in patria. Non sarà facile togliere un premio che nell’ultimo decennio ha visto dominare uno come Zlatan Ibrahimovic, ma l’attaccante ora ai Los Angeles Galaxy è sempre rimasto secondo fin dall’apertura del sondaggio tra i tifosi. Con i guanti ha imparato a volare alto per difendere la porta della Roma, ma fuori dal campo i piedi sono sempre ben saldi per terra: “Non erano in molti a credere in me – ha detto Olsen alla tv svedese Fotbollskanalen -. È stato tutto bellissimo, sono venuto qui a Roma e ho giocato tutte le partite da titolare. Ora spero di continuare in Champions League”. La Roma il suo l’ha quasi fatto, anche grazie alle sue parate contro il CSKA sia all’Olimpico che a Mosca. E ora gli ottavi di finale sono lontani solo un punto.

PREMIO – Il Pallone d’Oro (Guldbollen in Svezia) sarebbe un riconoscimento per le sue qualità, la sua crescita, ma soprattutto per chi ha dovuto fare i conti con tante perplessità. “Spero davvero di vincerlo – prosegue -, ma ci sono tanti altri che hanno fatto una grande stagione e ovviamente sarà difficile”. Per il momento li guarda tutti dall’alto in basso: Ibrahimovic, Lindelof, Granqvist e Forsberg. E lui in primis sa il valore di un premio del genere: “Significherebbe molto per me, sarebbe una conferma del fatto che ho fatto qualcosa di buono”. Per fare qualcosa di grande, dovrà partire sicuramente dalla Sampdoria domenica, per ridare ad una Roma sempre più sua i tre punti che in campionato mancano dalla partita con l’Empoli e in casa dal derby con la Lazio il 29 settembre scorso. Per le imprese, dovrà chiudere la porta anche in Champions e magari ripercorrere le gesta della scorsa stagione. Alisson ormai è un ricordo. Ma per chi sta per vincere un Pallone d’Oro è tutto più semplice.

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