Olsen: “A Roma mi sento a casa. Con Savorani miglioro giorno dopo giorno” – VIDEO

Olsen: “A Roma mi sento a casa. Con Savorani miglioro giorno dopo giorno” – VIDEO

Le parole del portiere svedese, intervistato sui canali social del club: “È un preparatore fantastico, con lui ci alleniamo duramente. Nel gioco con i piedi sto migliorando velocemente”

di Redazione, @forzaroma

Piano piano ha trovato un posto nei cuori dei romanisti. Non era facile per Robin Olsen far dimenticare Alisson, ma il portierone svedese dopo qualche difficoltà iniziale è cresciuto e più di una volta ha salvato la porta giallorossa. Dopo l’allenamento si è fermato a rispondere alle domande dei tifosi sui canali social della Roma. Ecco le sue parole.

L’allenamento è finito, tutto bene?
Tutto bene! Allenamento fatto, ora è un buon momento per l’intervista!

Tu sei Robin, chi è Batman nella squadra?
(ride, ndr) Non lo so! Ci sono giocatori fantastici qui… non saprei dire chi è Batman!

Come funziona la tua amicizia con Under visto che non parla inglese?
È complicata! Non parliamo un buon italiano, io non parlo turco, lui non parla inglese o svedese… non so come, ma funziona! (ride, ndr) Ci sono comunque alcune parole che entrambi capiamo, così possiamo comunicare un po’!

Come ti senti ora a Roma? Cosa ti manca della Svezia
Ora sto benissimo! Abbiamo trovato la scuola ai bambini… ora mi sento a casa qui. Ovviamente mi manca la mia famiglia e i miei amici in Svezia, ma siamo in una città fantastica come Roma! Ce la godiamo, e poi è facile per i miei amici volare qui a Roma. Non è assolutamente un problema.

È importante sistemare queste cose per giocare con meno distrazioni.
È più facile quando tutto funziona e quando la famiglia sta bene. Se tutto funziona, sono un uomo felice.

La tua prima reazione quando hai scoperto che la Roma si era interessata a te?
Bella domanda! Era due giorni prima della sfida tra Svezia e Svizzera al Mondiale… Avevamo un match importante in vista e ho saputo della Roma, un grande passo avanti per me. Ovviamente ero molto felice, ma quando sei nel mezzo di un Mondiale non è facile restare concentrati quando senti queste cose!

Com’è stato arrivare qui a Roma?
È stato fantastico. Avevo sentito che ci sarebbero stati tifosi fuori dall’aeroporto per accogliermi, è stato bello. Quando sono arrivato ho potuto vedere il tutto, è stato fantastico.

Com’è lavorare con Savorani?
È un preparatore dei portieri fantastico. Ci alleniamo molto duramente, ma ogni giorno sento che sto migliorando. Quando vieni qui e ti alleni così duramente, si prova una bella sensazione quando si rientra nello spogliatoio, sei stanco ma senti di essere migliorato. Ogni giorno torni a casa dopo il lavoro, sai di aver fatto del tuo meglio. È così che va fino al giorno della gara. Mi piace lavorare con lui.

Pensi di essere migliorato nel gioco con i piedi?
Sì, penso che questa sia la più grande differenza tra la mia vecchia squadra e la Roma. Vogliamo giocare da dietro, vogliamo tenere la palla, mentre nel mio vecchio team si buttava la palla in avanti perché avevamo attaccanti forti. Sto migliorando molto velocemente. Ovviamente posso sempre migliorare di più, ma sono felice di giocare questo tipo di gioco.

La più grande sfida da quando sei arrivato a Roma? Nel calcio e non solo.
È sempre difficile imparare una nuova lingua! Questa è la sfida più dura. Vado a lezione di italiano un paio di volte a settimana per imparare, ma è difficile per me! Capisco sempre di più, ma è difficile parlare italiano. Ci arriverò, non ho paura di questo!

Come parli nello spogliatoio?
Ci sono calciatori che parlano inglese, è più facile parlare con loro, ma sto provando a parlare con tutti, anche se magari dico una parola in italiano e due in inglese…

È più importante l’istinto o la tecnica per un portiere?
Non so, credo si abbia bisogno di entrambi! Ovviamente puoi allenarti sulla tecnica, non saprei come allenare l’istinto.

La miglior parata nella tua carriera e la migliore a Roma?
Non lo so! Ce ne sono un paio, ma è difficile sceglierne solo una. Sono felice se posso aiutare la squadra, non importa come paro.

Come ti senti all’idea degli ottavi di Champions?
Mi sento bene! Siamo andati avanti nel girone, non vedo l’ora di giocare. Adoro giocare in Champions League, è sempre speciale.

Ci si prepara diversamente per certe partite?
No, ci si prepara sempre allo stesso modo, chiunque sia l’avversario o la competizione in cui si gioca.

La parte mentale è importante per un calciatore? Ho letto che ci hai sempre lavorato.
Certo, la parte mentale di un calciatore è importantissima. Prima del Mondiale mi sono infortunato e mi ha aiutato proprio questo. Sento di essere forte mentalmente. Ovviamente sono felice se si vince, ma non festeggio come se si sia vinto il titolo. Sono felice, ma penso già alla prossima gara.

Che portieri ti hanno ispirato da piccolo? 
Il mio preferito era Peter Schmeichel, era il mio idolo da bambino.

 

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