L’urlo di Ranieri: “Più qualità”. I dati dicono Champions, la realtà Europa League

L’urlo di Ranieri: “Più qualità”. I dati dicono Champions, la realtà Europa League

Il tecnico è alla ricerca delle misure giuste per riattivare il singhiozzante motore giallorosso

di Gianluca Viscogliosi

La qualità come imperativo categorico. Non solo nerbo e cuore: Claudio Ranieri pretende di più dalla Roma di oggi contratta e impaurita. Una paura che non riesce a far esprimere ai giallorossi quell’altissimo potenziale rimasto sopito per la maggior parte della stagione. Bassa velocità nel palleggio, mancanza di pressing offensivo, poca precisione sottoporta. Tutti ingredienti che, messi nel calderone, riescono a descrivere meglio di qualsiasi altro fattore l’opaca annata romanista, in bilico tra il ricordo e la speranza e la Champions e una realtà attualmente chiamata Europa League. Una realtà che il gruppo vuole scongiurare a tutti i costi.

LA FERITA – Il problema non è – e non lo è mai stato – la capacità offensiva in area di rigore: i giallorossi sono terzi in Serie A per gol fatti (51), addirittura ottavi in quella Champions, con una media realizzativa nelle otto partite giocate superiore a Liverpool, Tottenham, Juventus e Manchester United. Aspetto che fa crescere ancor più il rammarico per il doppio confronto con il Porto. Ottime anche le statistiche riguardanti la zona offensiva del campo, con la Roma che riesce, sia in Italia sia nella massima competizione continentale, a essere tra le squadre che guadagnano più corner. Sintomo che l’attitudine e la filosofia sono quella di un gruppo propositivo. Al contrario, oltre alle problematiche difensive più volte evidenziate, la nota dolente è l’atavico problema di qualità e di concretezza in zona gol. Nella classifica dei tiri totali infatti la Roma paga dazio soltanto a Napoli, Juve e Atalanta, mettendosi dietro per un pelo le milanesi, la Lazio e anche il Toro, con i granata che da questo punto di vista si stanno dimostrando più cinici e smaliziati dei giallorossi. Nessun giocatore in doppia cifra: El Shaarawy a 9 e Dzeko fermo a 7, con i vari Schick, Perotti e Under smarriti tra infortuni e periodi di magra.

IL CEROTTO – Sarà proprio quello il punto su Ranieri dovrà battere il ferro, specialmente tra le mura di Trigoria. Una superficialità che può essere curata soltanto con la qualità, la cattiveria e l’agonismo. Caratteristiche queste che il tecnico testaccino vuole tirare fuori da un gruppo incerottato ma orgoglioso; ferito nell’animo e nel fisico, ma voglioso di tirare fuori nel momento di difficoltà il massimo per arrivare in Champions. La panacea l’ha proposta in una delle prime uscite mediatiche e domani la prova del campo a Ferrara. Schick e Dzeko dal primo minuto, alfieri di un attacco che vuole continuare a macinare gol, ma che ha bisogno di riscoprirsi cinico e implacabile. Una coppia di fisico e di tecnica che potrà aprire spazi importanti anche per le incursioni dei centrocampisti, Cristante in primis. La genuina competizione interna al servizio della squadra insomma. Alla ricerca feroce della qualità perduta.

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