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Lobont: “Di Francesco è un sarto, Alisson che carisma. Occhio all’euforia post-Chelsea”

Il portiere romeno a due giorni della sfida con la Fiorentina: "Siamo maturati e abbiamo imparato dal passato. Alisson è uno dei migliori al mondo"

Redazione

Dopo il 3-0 sul Chelsea, la Roma si rituffa in campionato, attesa dall'insidiosa trasferta di Firenze. Bogdan Lobont sarà uno degli ex di giornata: il portiere romeno ha rilasciato un'intervista al Match Program giallorosso in vista della sfida di domenica al Franchi.

Il match con la Fiorentina arriva subito dopo la grande gara contro il Chelsea in Champions League. C’è il rischio che l’euforia per quel risultato possa distogliere l’attenzione dall’importante gara del Franchi?

Sicuramente sì, può dare un po’ di “fastidio”. Noi abbiamo fatto una bella vittoria contro il Chelsea in Champions e la Fiorentina invece ha perso con il Crotone. Ma sappiamo come fare, dobbiamo rimanere concentrati sul percorso che ci porterà a raggiungere i nostri obiettivi. Sono certo che sarà sicuramente una partita diversa rispetto a quella contro il Chelsea.

Cosa ha lasciato la gara contro gli inglesi?

Ci ha lasciato delle bellissime cose, abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra, siamo riusciti a portare a casa un grande risultato. I grandi risultati ottenuti nell’ultimo periodo ci danno più fiducia, e più consapevolezza dei nostri mezzi.

Potrà avere un peso sul match di domenica la fatica che la squadra ha potuto sentire con il Chelsea?

Oltre la fatica fisica dei ragazzi che hanno giocato, c’è da recuperare anche la fatica mentale. Giocare in Champions è tutto diverso rispetto al campionato, oltre all'impegno fisico c’è tutto il coinvolgimento di testa e emozioni: ma nel gruppo ci sono ragazzi intelligenti che sanno gestire bene impegni tanto importanti.

Conosce Firenze e l’ambiente intorno alla Fiorentina, che avversario si aspetta domenica?

Sì li conosco bene, ho avuto l’opportunità di giocare lì per un anno e da quando è entrata la famiglia Della Valle hanno investito tanto nella squadra. Hanno giocato un buon calcio prima con Prandelli e poi con Mihajlovic e Delio Rossi. Nell’ultimo periodo con l’arrivo di Paulo Sousa hanno raccolto buoni risultati giocando bene. Quest’anno con l’arrivo di Pioli hanno voltato pagina e hanno aperto un nuovo ciclo.

Anche perché loro vorranno dimenticare la sconfitta subita a Crotone...

All’inizio della stagione hanno avuto un po’ di problemi, hanno cambiato tanto a livello organico. Sono arrivati diversi giocatori a fine mercato, ad agosto. Hanno avuto ancora poco tempo a disposizione per assimilare le indicazioni del mister. Se lasciamo fuori la sconfitta con il Crotone, venivano da una striscia positiva. La sconfitta di domenica scorsa la considero un incidente. Hanno giocatori di ottima qualità, pieni di entusiasmo, che sanno leggere tutte le situazioni e sanno approfittare di tutte le occasioni che un avversario concede loro.

Secondo lei c’è un giocatore tra i viola che bisognerà controllare con particolare attenzione?

Dobbiamo guardare tutti con attenzione. Nel loro di modo di giocare il trequartista ha un ruolo chiave.

Da fuori sembra che quest’anno la Roma sia più matura. Lei è uno dei senatori dello spogliatoio, percepisce anche lei questa crescita?

Ultimamente siamo molto maturati, abbiamo un anno di più sulle spalle tutti quanti. Abbiamo imparato dal passato, ma abbiamo ancora tanta voglia di migliorare ancora.

La Roma in campionato ha vinto partite importanti per 1-0, subendo poco l’avversario; come giudica le prestazioni della squadra?

Per prima cosa non abbiamo preso gol ed è un segnale importante. Siamo la miglior difesa della Serie A. E poi il risultato conta poco, lo scopo era portare a casa i tre punti e ci siamo riusciti.

Al portiere poi piace particolarmente vincere 1-0…

Sì, certo! Vincere comunque piace a tutti. Vincere è importante e se non prendi gol è frutto del lavoro di tutti. Si perde e si vince tutti insieme, inclusi quelli che non si vedono, la squadra invisibile.

Che ruolo ha avuto mister Di Francesco fino a questo momento?

Ha un ruolo importantissimo, è un sarto, sta cucendo l’abito su misura, per la sua squadra. Ha le idee chiare e piano piano escono fuori tutte e vengono riportate nel nostro modo di giocare.

A che punto è la confezione dell’abito?

Non basta un battito di mani per avere il vestito pronto, ci vuole un po’ di tempo. Vanno aggiustati i piccoli dettagli, poi con il lavoro quotidiano tutto va a posto. Stiamo crescendo da tutti i punti di vista.

Il mister ha ripetuto in varie occasioni che ha voluto lavorare fin dall’inizio sull’aspetto difensivo. È molto importante tutto questo lavoro anche per voi che siete in porta?

È importante per tutti. Quando si perde palla devono difendere tutti, in certi momenti l’attaccante è il primo difensore. Va anche sottolineato che il nostro reparto di attacco sta facendo un lavoro meraviglioso in questa stagione.

Alisson sta facendo prestazioni di altissimo livello.

È uno dei migliori portieri del mondo in questo momento. Ha tantissime qualità e tanto margine di miglioramento ancora. Un ragazzo con tanta voglia di imparare, che ha fatto un salto di qualità enorme negli ultimi mesi.

Cosa ti colpisce di lui?

Il carisma. Ho la fortuna di lavorare con lui ogni giorno ed è una grande persona.

Guardando la classica, quest’anno il campionato sembra più equilibrato rispetto alle scorse stagioni. Che ne pensa?

Sì, diciamo che nella parte alta della classifica è così. Ma non siamo neppure a metà stagione, ci sono tante partite da giocare, e noi dobbiamo ancora recuperare la gara contro la Samp. Il nostro compito è mantenere la concentrazione per arrivare all’obiettivo finale.

Com’è stata la sua esperienza a Firenze?

Ho fatto la seconda parte della stagione 2005/2006, ho giocato 17 partite e abbiamo raggiunto la qualificazione per i preliminari di Champions. Poi sappiamo tutti quello che è accaduto, la storia di calciopoli. L’anno dopo siamo partiti con tanti punti di penalizzazione, la squadra ha fatto bene, ha lavorato con continuità, consapevoli della forza che avevamo. Nonostante la partenza con deficit sono riusciti a raggiungere l’Europa League. Hanno dimostrato una grande determinazione e forza e la avranno anche domenica, per cancellare la sconfitta con il Crotone.

Prima di salutarci, ci racconta le sue sensazioni sulla nazionale? Nel 2014 aveva detto addio alla selezione romena, ma lo scorso ottobre è stato richiamato per due partite di qualificazione in vista dei Mondiali del 2018.

La nazionale non l’ho mai lasciata, l'ho sempre seguita con attenzione in questi anni. Dopo la prima convocazione nel ’97, ho sempre avuto un sogno, lasciare un segno, scrivere una pagina importante. Con le nuove convocazioni ho ancora la possibilità di fare qualche cosa per la mia nazionale, rappresentare il proprio paese è motivo di grande orgoglio. Stiamo lavorando bene e possiamo costruire qualche cosa di importante.