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Gandini: “La vittoria contro la Juve è il coronamento di una grande stagione”

L'ad giallorosso: "Vorremmo che Spalletti restasse, se così non fosse abbiamo pronte delle soluzioni. Totti? È difficile per lui capire che questo è il traguardo"

Redazione

L'amministratore delegato della Roma Umberto Gandini questa mattina è intervenuto telefonicamente sulle frequenze di Rai Radio 1, nel corso della trasmissione "Radio anch'io sport". Queste le parole del dirigente giallorosso.

Con la Juventus una serata perfetta o quasi, lo stadio pieno ha offerto un bel colpo d’occhio.

Una serata fantastica e che ha certificato l’eccellente lavoro dell’allenatore, dello staff tecnico della squadra. Abbiamo interpretato al meglio una delle partite più decisive della stagione, la partita che aspettavamo dall'andata, quando dicevamo che volevamo giocarci tutto nel ritorno. La vittoria contro la Juve certifica ancora il secondo posto della Roma, con due partite da giocare. È molto difficile pensare adesso in grande (allo scudetto, ndr), ma indubbiamente è il coronamento di una grande stagione, almeno fino a questo punto.

Quante richieste di biglietti state avendo per l'ultima partita di Totti, in Roma-Genoa?

Nella partita con il Genoa ci sarà il tutto esaurito, ci sarà una cornice di pubblico straordinaria come Francesco merita in assoluto, per quello che ha fatto per la Roma, per il calcio italiano e mondiale. Francesco ieri è stato molto contento della prestazione, bisogna anche capire che è un momento difficile per lui arrivare a capire, a vedere, che questo è proprio un traguardo. Con grande serenità ma soprattutto con grande affetto Francesco avrà una nuova carriera alla Roma e gli staremo affianco.

Non è detto che sia il 28 maggio la sua ultima partita... 

Onestamente non sono nella sua testa e non sono al corrente di cose di questo tipo. Quello che mi piace sottolineare è il grande affetto che lui ha per questa società e il grande affetto che la città ha per lui. Va verso un altro momento decisivo della sua carriera.

Rimpianto Europa League?

E' una squadra che ha sbagliato una settimana durante la stagione, che è uscita in modo splendido contro l'Inter e che è incappata in tre risultati che hanno pregiudicato la stagione in coppa Italia e in Europa League. E' stata una squadra che ha fatto un campionato fantastico, ha ancora due giornate da disputare, e certamente con un po' più di fortuna le cose sarebbero andate diversamente. Siamo però contenti del lavoro svolto.

Attorno a questa squadra non le sembra si sia parlato troppo? Perché tutte queste parole da parte della società?

E' un po' la caratteristica di questa società, almeno fino ad adesso: il rapporto viscerale che c'è tra la squadra e la città probabilmente è una componente. Noi abbiamo fatto una buonissima stagione, io sono arrivato in corso d'opera e non mi prendo nessun merito se non essermi calato in questa realtà per cercare di capirla e cercare di accompagnare quelli che c'erano prima di me a centrare i traguardi prefissati. Noi non abbiamo mai dichiarato ai quattro venti che avremmo giocato per vincere lo scudetto, sicuramente abbiamo sempre detto che avremmo cercato di essere competitivi il più a lungo possibile e lo siamo stati. Credo che questa squadra meriti solamente applausi.

Il futuro di Spalletti?

Noi siamo sempre rimasti d'accordo con il mister, e a lui va un plauso per come sta conducendo questa stagione, di sederci al tavolo alla fine del campionato per definire i progetti futuri. Benissimo se Luciano restasse, ma se decidesse per altre strade avremo delle soluzioni pronte.

Avete già preparato il dopo Spalletti?

Sicuramente ci stiamo pensando perché non siamo abituati a farci trovare impreparati. Confidiamo di trovare un accordo con l'allenatore, ma dobbiamo anche guardare da altre parti.

Un tifoso intervenuto in diretta si schiera dalla parte dell'allenatore.

L'unica cosa che conta è la Roma, non ci sono partiti a sostegno di Spalletti o di Totti. Francesco si sta comportando come un professionista, sta facendo la sua figura, è a disposizione dell'allenatore che ha la responsabilità di schierare in campo la squadra migliore. Le prossime due partite saranno decisive, andiamo avanti passo passo. È fondamentale vincere con il Chievo, poi potremo pensare - anche in base ai risultati del Napoli - quale sarà la situazione per l'ultima partita, ma che in ogni caso sarà un'altra occasione per applaudire un grande campione del calcio mondiale.

Meglio avere un allenatore italiano o straniero?

E' opinabile. Sicuramente la scuola italiana è di altissimo livello e lo stanno facendo vedere molti allenatori: Conte al Chelsea e Carlo Ancelotti al Bayern ai quali vanno fatti i complimenti. Se un allenatore di prestigio riesce a calarsi nel campionato più tattico del mondo può tranquillamente far bene. La storia ci insegna che sono stati pochi gli allenatori che hanno fatto bene in Italia e questi prima hanno giocato a calcio, come ad esempio Liedholm.

Obiettivi della prossima stagione?

Le cose ambiziose sono nel DNA della Roma. Il presidente Pallotta ha fatto un investimento straordinario convincendo Monchi a lasciare Siviglia e a scegliere la Roma. Monchi ha scelto un progetto, un'idea, una visione, non è certo un'affermazione di poco conto. La volontà è crescere ancora verso i trofei, che sono quelli che questa città merita e vuole da tanti anni.