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Gandini: “Giochiamo per lo scudetto, non possiamo nasconderci. Con lo stadio stop alle cessioni”

L'amministratore delegato giallorosso: "Tutti i suoi ex compagni guardano Totti come un mito. Siamo molto contenti di lavorare con lui. Il suo compleanno sarà molto social a Baku, visto che saremo lì per la Champions"

Redazione

L'amministratore delegato della Roma UmbertoGandini ha rilasciato un'intervista all'emittente radiofonica Radio 1. Queste le sue parole:

La Roma ha iniziato un nuovo corso. Partenza sofferta ma comunque positiva.

“Assolutamente sì. Non sono d’accordo sulla partenza sofferta, perché non l’abbiamo vista così. Abbiamo giocato bene con l’Inter, il risultato comunque non ci ha premiato ma la prestazione c’è stata: 3 pali, vincevamo 1-0, ci sono stati episodi per cambiare la partita. La cosa più importante è che la squadra sia stata costruita bene, lavora bene, l'allenatore è ciò che ci aspettavamo, attento e dedicato al lavoro, ha portato la squadra ad esprimersi bene”.

Lo scetticismo su Di Francesco, il peggio è passato?

“Non saprei, non ho una grande esperienza per esprimersi su questo. Come società siamo stati molto forti e quadrati intorno all’allenatore. Dall'inizio, da quando abbiamo scelto di lavorare con Eusebio, non ci sono motivi per non continuare. L’ambiente è quello che è. Tutte le grandi squadre hanno grandi aspettative. A Roma c'è grande attenzione ed è un tema da tenere sotto controllo, ma credo che la struttura societaria e in particolare la parte sportiva con Di Francesco e Monchi abbia le spalle larghe e sia rodata per proseguire con questo discorso”.

La qualità migliore di Di Francesco? Se la sente di paragonarlo ad uno dei grandi allenatori che ha trovato al Milan?

"Non sono in grado di fare paragoni, ognuno ha le sue caratteristiche. Eusebio è una persona di spessore, ha personalità, sa tenere il dialogo con la squadra ma è anche un uomo di polso. E' maniacale nel lavoro, come è giusto che sia, e lavora molto sulla parte fisica. Il nostro gioco è dispendioso e la squadra deve essere ad alto livello come prestazioni fisiche. Ha la sua personalità e il suo carattere, ci accomuna il grande desiderio di vincere".

Il traguardo è il quarto posto o il primo?

"E' una domanda che ha una sola risposta: giochiamo per fare il nostro meglio in assoluto e dopo essere arrivati secondi l'anno scorso, a -4 dalla Juve, è doveroso giocare per vincere il campionato. Il percorso è lungo, ci sono state solo 6 partite (per noi )ma l'obiettivo è sempre quello, fare il meglio possibile in tutte le competizioni, non possiamo nasconderci. Giochiamo per arrivare davanti agli altri."

State preparando la festa di compleanno per Totti? Come è andato il suo primo periodo da dirigente?

“E' iniziata bene, dopo aver superato un comprensibile momento di difficoltà si è completamente calato nel suo ruolo. E' vicino a tutti i suoi ex compagni, che lo guardano come un mito. Siamo molto contenti di lavorare con Francesco. Come negli anni passati lo festeggeremo, sarà un compleanno diverso visto che saremo a Baku per la Champions. Sarà un momento molto social a Baku”.

Qarabag-Roma, partita importante per conquistare i primi 3 punti?

“Una partita importantissima, così come è stato il pareggio contro l’Atletico, contro il quale avremmo voluto vincere anche se non sempre è possibile farlo. Il Qarabag è una squadra particolare, hanno un’esperienza in Europa League, vedi il pareggio contro l’Inter. Sicuramrnte non sottovalutiamo l'avversario. Dall’altra parte c’è Chelsea-Atletico che vuol dire tanto in questa prima parte del girone e sarà importantissimo vincere”.

Tornando al nostro campionato, aumenta il divario tra grandi e piccole. Urge una riforma: a quando il ritorno della Serie A a 18 squadre?

“Sono temi che dibattiamo da tempo all'interno delle istituzioni e continueremo a sostenere la nostra posizione. Sono state giocate 6 giornate e c’è una tendenza a vedere il campionato spaccato in tronconi. Il fattore sorpresa è diminuito, è vero, ma allo stesso tempo il campionato si è livellato verso l’alto, più squadre lottano per il vertice e ogni domenica l’insidia è dietro l’angolo. Ci sono squadre che stanno facendo bene, altre che partono male e si raddrizzano in corso d'opera. Il campionato è ancora molto lungo, non vedo posizioni definite”.

Sulla Champions, avete avuto il girone più diffiicile: non riuscire ad arrivare agli ottavi e retrocedere in Europa League sarebbe un fallimento o una delusione?

“Sono due parole che non mi piaccioni. Fallimento? Direi di no. Il percorso che abbiamo davanti è quello di qualificarci. Partendo dalla terza fascia era normale pensare di avere davanti due squadre importanti e così è successo, ma sono squadre che giocano allo stesso nostro modo. Affrontiamo il girone nel migliore dei modi, se dopo le 6 giornate giocheremo l’Europa League e la giocheremo per andare fino in fondo".

Chelsea e Atletico sono però le favorite?

"Sulla carta è facile dirlo, ma le sorprese ci sono. Dipende moltissimo negli scontri diretti, dando per scontato (e non lo è) che tutti facciamo punteggio pieno contro il Qarabag, gli scontri diretti saranno determinanti”.

Cos’ha portato Monchi?

“Monchi è arrivato nel finale di stagione, ha lavorato con Spalletti prima, poi è partita la sua squadra. Ha fatto bene le sue operazioni per rientrare e dopodichè ha costruito una buona squadra, che adesso ancora non abbiamo visto all’opera. Ha l’esperienza di risultati importantissimi a Siviglia, club che è diventato importante grazie a lui. Ora affronta una nuova sfida e sa, come lo so io, che deve portare a casa risultati”.

Lo stadio, il presidente Pallotta non è seccato per i ritardi? Possibili gli investimenti in Italia?

“Non è soltanto un tema d’investimenti a Roma, ma in Italia. La nostra storia è quella che tutti viviamo e abbiamo vissuto nel nostro Paese: ritardi, discussioni, divisioni.... Questa settimana si aprirà la Conferenza dei Servizi che dovrebbe durare massimo 90 giorni. Ci auguriamo che con il nuovo progetto rivisto duri meno dei 90 giorni, in modo da iniziare a costruire già nel prossimo anno”.

Scadenze importanti da ricordare per lo stadio?

“C'è la Conferenza dei Servizi che dovrebbe portare al parere definitivo, poi ci sarà la parte più importante, la posa della prima pietra e la costruzione dello stadio. L'obiettivo in tal senso è la stagione 2020/2021”.

Domenica c'è il Milan, ti sorprende la brutta sconfitta di ieri?

"Il Milan ormai è diverso da quello che ho vissuto io, non ho commenti da fare. Mi aspetto una partita difficile, la reazione dopo il ko con la Samp ci sarà sicuramente, la pressione su Montella e sulla squadra è già palpabile. Sarà difficile anche per noi, abbiamo un viaggio molto lungo da affrontare e l'avvicinamento alla sfida di San Siro non è ideale. Sarà una sfida molto importante"

Il VAR, come giudica questo esperimento?

“Credo sia ottimo, va verso un'evoluzione che era improcrastinabile. Era troppo tempo che c’era una disparità clamorosa tra chi vedeva la partita con la tecnologia rispetto all'arbitro che non l’aveva a disposizione per rivedere situazione dubbie. Come tutte le cose, le novità dividono. Innanzitutto è stata accettata bene dagli addetti ai lavori, soprattutto dai giocatori. Poi dobbiamo imparare che è un test e che prevede determinati casi, altri non sono previsti e in alcuni casi hanno destato confusione”.

Quando la Roma smetterà di vendere giocatori e potrà rinforzarsi?

“È quello che stiamo cercando di fare. Tutti vendono giocatori, non è un attività straordinaria ma ordinaria. Ci sono motivazioni diverse. Nel nostro caso ha risvolti finanziari, ma è anche finalizzata agli aspetti tecnici, per il modo di giocare dell'allenatore o per il desiderio dei giocatori di fare esperienze diverse, c'è un po' di tutto. Questo verrà limitato dalla crescita dei ricavi. A parte la Juventus, tutti in Italia siamo alla ricerca di nuove fonti di ricavo, che abbiamo individuato nello stadio. Lo stadio sarà un volano importante per noi, che da sicuramente maggiore credibilità al progetto”.