Diritti tv, ancora caos. Il Tribunale di Milano sospende il bando di Mediapro fino al 4 maggio

Diritti tv, ancora caos. Il Tribunale di Milano sospende il bando di Mediapro fino al 4 maggio

Accolto il ricorso di Sky: le offerte dovevano arrivare entro il 21 aprile, ora i tempi slitteranno. E il campionato è alle porte

di Redazione, @forzaroma

E’ sempre più caos intorno all’assegnazione dei diritti tv del prossimo triennio del campionato di Serie A. Come riporta gazzetta.it, questa mattina il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso di Sky Italia decidendo di sospendere d’urgenza il bando di Mediapro fino al 4 maggio. La sospensiva causa come primo effetto lo slittamento ulteriore dei tempi per l’assegnazione dei diritti. La precedenza scadenza del 21 aprile da questo momento non è più valida. E il campionato 2018-2019 è ormai alle porte.

“Sky Italia prima di lanciare la propria offerta sui diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A – si legge nel comunicato di Sky -, ha deciso di chiedere per vie legali al Tribunale di Milano una verifica dell’aderenza del bando di MediaPro alle leggi italiane, alla Legge Melandri e alle recenti indicazioni dell’Autorità della concorrenza, ottenendone la sospensione sino al 4 maggio. Il bando di MediaPro per l’assegnazione dei diritti televisivi del campionato di calcio della Serie A solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte. Sky intende continuare a garantire agli abbonati un prodotto di qualità, nella piena libertà e autonomia giornalistica e editoriale in un sistema non discriminatorio e di libera concorrenza fra gli operatori. La nostra volontà è di continuare a contribuire alla crescita del calcio italiano, per lanciare nei prossimi giorni una grande offerta economica che possa garantire il futuro dei club sportivi, oltreché la qualità, la creatività e l’autonomia editoriale e giornalistica, la competizione industriale, agendo, senza scorciatoie, sempre nel rispetto dei valori della libertà di mercato e di tutte le leggi“.

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