Di Francesco: “Gara da uomini, voglio sognare con la Roma. In finale contro il Siviglia di Montella”

Di Francesco: “Gara da uomini, voglio sognare con la Roma. In finale contro il Siviglia di Montella”

Le parole del tecnico giallorosso al termine della gara di ottavi di Champions League vinta contro lo Shakhtar Donetsk

di Redazione, @forzaroma

Missione compiuta: la Roma batte lo Shakhtar per 1 a 0 nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League ed entra tra le prime 8 squadre d’Europa. Al termine del match, il tecnico romanista Eusebio Di Francesco ha rilasciato alcune dichiarazioni.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Si è preso un sogno con la sua squadra.
La mia squadra ha fatto una partita attenta, magari poco qualitativa, ma abbiamo concesso poco. All’andata abbiamo fatto errori di troppo. E’ stata una partita fatta da uomini e da squadra, qualità fondamentale per inseguire questi sogni.

Under?
Ci sta un piccolo calo, è giovane e ha preso anche una botta. Non è stato brillantissimo, ma ha un grande futuro, ve lo assicuro.

Il meglio deve ancora venire. Chi non vorrebbe pescare ora?
Voglio continuare a sognare con questa squadra. Vedere la gente incitare mi è piaciuto, queste serate sono bellissime, ne ho vissute ancora poche e ne voglio di più. L’importante sarà continuare con questo piglio e arrivare in un buono stato di forma.

Si poteva fare meglio?
Si può sempre fare meglio. Siamo stati bravi ad andarli a prendere, dovevamo essere più bravi a leggere certe situazioni. Nell’insieme generale la squadra mi è piaciuta. Qualche schema su calcio piazzato abbiamo fatto molto bene ma non dobbiamo mai accontentarci.

Non avete mai rischiato, anche se non siete stati padroni del campo. Che voto dai alla partita?
Dal punto di vista dell’applicazione 10. Ci vuole anche l’abitudine a fare certe gare, io l’ho vissuta con grande serenità. Dal punto di vista tecnico do un 6,5 ma abbiamo grande consapevolezza dei nostri mezzi.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Dopo due mesi non belli, l’artiglio della Roma è venuto fuori.
Non dobbiamo far passare questo per la normalità, è stato qualcosa di straordinario perché quando non sei abituato a certi obiettivi fai fatica a reggere certe pressioni. Siamo stati attaccati nei momenti di difficoltà, ma ora stiamo tirando fuori qualcosa di importante. E’ la vittoria degli uomini, più che dei calciatori. Hanno dimostrato unione. Oggi hanno saputo soffrire, accompagnati da un pubblico straordinario.

Non era facile alla fine.
Le partite si vincono con la testa. Negli ultimi minuti c’era quasi la paura di portare a casa il risultato, fa parte della crescita e me lo posso anche aspettare. Non abbiamo più avuto la lucidità di ripartire, tatticamente abbiamo avuto una disciplina e una tecnica totale.

Una delle migliori partite stagionali?
Tecnicamente forse no, ma è un risultato troppo importante. Oggi era importante vincere, oggi ho visto degli uomini. Tutti volevano raggiungere questo obiettivo, con gli atteggiamenti, ed è questo che fa la differenza.

La Roma se la può giocare con tutti anche in futuro.
Viviamo questo sogno con spensieratezza, con lo spirito che abbiamo avuto oggi. Anche in campionato. Ora culliamo questo desiderio, in questi giorni sembrava normale che la Roma fosse qui. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, teniamoci stretto questo risultato ma non accontentiamoci.

L’intensità della pressione è stata alternata.
Abbiamo lavorato su questo, all’inizio accorciavamo in ritardo sui loro mediani, poi loro hanno giocato quasi sempre col portiere. Abbiamo rimesso la partita sul nostro binario, non facendoli palleggiare troppo a centrocampo. L’obiettivo era rimanere corti in tutte le fasi.

La Roma ha avuto grande pazienza oggi, senza mai sbilanciarsi. Esame di maturità.
Condivido. Nel primo tempo abbiamo ogni tanto dato una palla in ritardo, dovevamo sfruttare meglio certe situazioni. Ho chiesto pazienza, l’importante era non prendere gol. Oggi siamo stati una squadra matura.

Su De Rossi e l’importanza del capitano.
Daniele è il capitano e deve essere sempre il simbolo. E’ stato fuori, ora ha riguadagnato posizioni. Ha un’applicazione e una determinazione impressionanti e da capitano le deve trasmettere a tutti. Sono molto contento.

Chi vorrebbe ai quarti?
Non mi interessa l’avversario, chi verrà fuori ne parleremo. Giusto esserci arrivati.

Ora il Crotone però.
E’ giusto godere di questi momenti, deve essere sano entusiasmo.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

È una sua vittoria questo passaggio ai quarti di finale?
È una bella soddisfazione per me, ma anche per una squadra che è fatta di uomini, che hanno fatto quasi una partita della vita. Ho sentito parole importanti nello spogliatoio, questa è la vittoria più importante. Risultato straordinario, non è facile arrivare a questi livelli. Per Roma questo traguardo deve essere motivo di orgoglio: il pubblico straordinario, ho sentito i brividi che provavo solo quando giocavo a calcio.

La condizione atletica adesso determinante può spiegare i problemi durante il periodo di crisi?
Abbiamo spinto di più in allenamento in passato e oggi ne è la dimostrazione. A livello fisico abbiamo lavorato sapendo di soffrire in un determinato periodo. Vedo una squadra in crescita da un punto di vista fisico e mentale: in condizione e determinazione la squadra sta crescendo.

Nel primo tempo la Roma non riuscita ad alzarsi e ad aggredire lo Shakhtar.
Lo abbiamo poco bene perché la mezzala opposta alla palla non si alzava nei modi giusti. Noi davamo troppa facilità di palleggio all’interno del campo, per questo abbiamo alzato gli esterni. La squadra è cresciuta col tempo e con gli automatismi, poi alla fine ha avuto paura di non portare a casa la qualificazione e ha rischiato pochissimo. Alisson questa sera non ha dovuto fare neanche una parata: cattiveria agonistica dei miei che deve accompagnarci anche nel futuro.

Tra Juventus e Siviglia, chi preferirebbe affrontare? In cosa deve crescere ancora la Roma?
Ho sentito Montella, ci siamo dati appuntamento in finale (ride, ndr). Al di là della battuta dobbiamo essere ambiziosi e sognare. Dobbiamo avere equilibrio all’interno di questo contesto e pensare al Crotone. Chi arriverà ai quarti ben venga, ce la giocheremo alla grande.

È cambiata la Roma o sta cambiando lei? È scattato qualcosa a Napoli?
Siamo cresciuti un po’ in tutto. Ci rimproveravamo tra di noi perché eravamo poco efficaci perché non sfruttavamo le occasioni. Ora siamo più determinati e più cinici. Individualmente non andiamo da nessuna parte. La Roma non deve avere giocatori forti, ma una squadra forte. Se lo capiamo possiamo fare tanto strada. La Juventus ha insegnato, noi dobbiamo essere bravi a guardare quelli bravi.

La Roma oggi ha utilizzato molto le verticalizzazioni.
Lo abbiamo fatto noi come loro all’andata. È stata una cosa voluta perché loro non accompagnano in profondità. Nel primo tempo siamo andati in fuorigioco, nel secondo tempo abbiamo forzato di più le verticalizzazioni che sono il mio credo.

Qual è il merito che lei si attribuisce?
Non mi piace parlare di me, ma quello che riusciamo a fare in un contesto. Mi prendo le mazzate ma anche il merito di aver dato una mentalità, la capacità e l’organizzazione di affrontare le partite a viso aperto. In Europa bisogna rimanere corti e aggredire le squadre. Con il lavoro quotidiano ho ritrovato una squadra che si era smarrita.

In quest’ultimo periodo ha utilizzato meno il turnover. Questo passaggio del turno passa anche da una giocata di Bruno Peres.
Ho parlato di squadra, e in questa ci sono anche quelli che lavorano al di fuori di quelli che entrano in campo come i magazzinieri e i medici. Tutti hanno un obiettivo comune, ma tutti si allenano perché sanno che con me tutti possono giocare. Con il turnover oso qualcosa per la crescita di alcuni giocatori. Adesso ho fatto meno turnover perché ho visto giocatori più in forma.

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