De Rossi, come te nessuno mai: primo nella storia a raggiungere 3 quarti di Champions con la Roma

De Rossi, come te nessuno mai: primo nella storia a raggiungere 3 quarti di Champions con la Roma

Con una prestazione da incorniciare il capitano si è caricato sulle spalle il centrocampo giallorosso e ha portato i suoi tra le migliori 8 d’Europa. Nel mirino, tra gli obiettivi personali, ora c’è il record di presenze in Champions distante 4 partite

di Valerio Salviani, @vale_salviani

Conosci me, la mia lealtà, cantava Battisti nella sua “Pensieri e Parole”. Uno dei cantanti preferiti di Daniele De Rossi, che ha saputo raccontare l’amore come nessuno. Di pensieri e di parole ne ha avuti tanti in questi anni Daniele. “Serate come queste in Champions non ne abbiamo vissute tante, anzi, spesso abbiamo preso delle belle batoste” spiegava nel postpartita di Roma-Chelsea, con un sorriso in faccia che non voleva andare via. Chi conosce lui, la sua lealtà, appunto, sa bene quanto dura è stata la salita in questi anni nella Roma. Ieri, con la sua “armatura” addosso, Daniele è sceso in campo ed è diventato il primo romanista nella storia a raggiungere i quarti di finale di Champions per 3 volte.

GUERRIERO – Un risultato incredibile se si pensa che sono solo 4, in 91 anni di vita, le volte che i giallorossi si sono spinti fino all’elite delle migliori 8 squadre d’Europa. Dopo 16 anni passati a guardare Francesco Totti infrangere un record dopo l’altro, anche per De Rossi è arrivato il momento di prendersi qualche soddisfazione personale. Ieri Daniele ha collezionato la sua presenza in Champions numero 53. Con i due quarti di finale potrebbe chiudere questa stagione a 55. Totti si è fermato a 57 e, se il record di presenze totali dello storico numero 10 è inarrivabile, quello di partite in coppa dei campioni con la maglia della Roma sembra alla sua portata. Il contratto di De Rossi con i giallorossi scadrà nel 2019 e se la stagione si chiuderà come tutti si augurano, il centrocampista avrà l’occasione di scippare questo primato all’amico Francesco. Merito anche della partita di ieri, dove ha dominato il centrocampo giallorosso con i suoi 10 duelli vinti su 13 e i 5 contrasti su 5 completati, più di tutti nel match. Anche in fase di possesso De Rossi ha fatto la differenza, giocando da difensore aggiunto (la sua “heat map” mostra la sua posizione prevalentemente tra Fazio e Manolas) e da regista, e completando 31 passaggi corti su 40 tentati e riuscendo in 8 passaggi lunghi su 11 tentativi, record ieri. Negli occhi, la fantastica scivolata a chiudere Ismaily poco dopo il gol del vantaggio.

RECORD – Presente in mezzo al campo come negli altri ottavi di finale vinti nella prima era Spalletti, il numero 16 ieri ha trascinato i suoi con una prestazione che ci ha riportato indietro nel tempo. Dieci giorni difficili alle spalle, dopo la perdita dell’amico Davide Astori, che hanno tirato fuori il carattere di un uomo che tante volte in carriera si è saputo rialzare. Lo ha fatto anche in questa stagione, nella quale aveva toccato il fondo dopo lo schiaffo a Lapadula. Ieri ha chiuso ogni spazio, recuperato ogni pallone gli sia capitato a tiro, è stato un gigante tra i bambini. Con la fascia di capitano al braccio, come Totti, che dalla tribuna soffriva come se sul quel campo ci fosse ancora lui. Come Davide, che ora è il vento che lo spinge ad andare avanti.

PRECEDENTI – Venerdì a mezzogiorno De Rossi e la Roma conosceranno il loro destino in Champions. A Nyon, nella sede dell’Uefa, ci saranno i sorteggi dei quarti di finale. In attesa di concludere il quadro delle qualificate stasera, i giallorossi si avvicinano con una certezza: non sarà di nuovo il Manchester United la mission impossible da superare. Ieri i Red Devils sono usciti contro il Siviglia di Montella. Nelle stagioni 2006-2007 e 2007-2008 il sogno della Roma si è interrotto entrambe le volte contro la squadra che era di Ferguson. Ed entrambe le volte De Rossi era in campo e ha lasciato il segno, in positivo, nel drammatico 7-1, realizzando il (bellissimo) gol della bandiera, e in negativo nell’1-0 dell’anno successivo, sbagliando un calcio di rigore sullo 0-0 che poteva riaccendere le speranze di qualificazione.

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