Roma e Pellegrini al lavoro per rinnovare il contratto: giallorossi pronti a blindarlo

Roma e Pellegrini al lavoro per rinnovare il contratto: giallorossi pronti a blindarlo

L’ex Sassuolo ha una clausola da 30 milioni che non lascia tranquilli a Trigoria. Massara da Pallotta anche per parlare del suo futuro

di Valerio Salviani, @vale_salviani

La Roma e Lorenzo Pellegrini sono al lavoro per prolungare il contratto, attualmente in scadenza nel 2022. Tra i punti all’ordine del giorno che Massara presenterà a Pallotta nel vertice di Boston, c’è anche quello che riguarda il futuro del centrocampista. La clausola di 30 milioni pagabili in due rate mette a serio rischio la permanenza dell’ex Sassuolo a Trigoria. Ecco perché si continua a lavorare per evitare la beffa.

FUTURO – Pellegrini a Roma ha tutta la sua vita. Ha una casa a Casal Palocco con sua moglie Veronica, che aspetta la loro primogenita. Un trasferimento non è quello che Lorenzo si aspetta, almeno a breve raggio. Da piccolo andava in Sud con il papà e il suo sogno è diventare capitano della Roma. La missione del suo agente Giampiero Pocetta (che cura anche le vicende di Defrel) è strappare il contratto migliore permettendogli di restare a casa. E sponda società c’è la volontà di trattenerlo. Da pupillo di Di Francesco è diventato un punto fermo del centrocampo. E anche Ranieri l’ha pubblicamente elogiato (“con lui c’è un’altra qualità”). Nello spogliatoio va d’accordo con tutti e a Trigoria è una figura positiva. Insomma, nessun motivo che presume un addio anticipato.

ACCORDO – I primi incontri tra agente e società sono finiti con un ‘arrivederci’. Si continua a lavorare ma la scadenza si avvicina. Al momento Pellegrini guadagna circa 2 milioni di euro, ma vorrebbe arrivare 3 con i bonus. L’Inter non avrebbe problemi a pagare la clausola, con Marotta che lo seguiva già dai tempi della Juventus. E anche in Premier Pellegrini ha diversi estimatori. Il tempo per mettere in linea la situazione c’è ancora, ma l’obiettivo è trovare un accordo prima possibile, così da concentrarsi poi sui casi Manolas e Zaniolo, altri due di cui da qua a giugno si parlerà tanto.

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