Forzaroma.info News AS Roma Poca centralità, meno tiri e più fraseggio: ecco i motivi del Malen d'Olanda

Poca centralità, meno tiri e più fraseggio: ecco i motivi del Malen d'Olanda

Marcello Spaziani
Protagonista e trascinatore della Roma, 'Bobby' non vedeva l'ora di mettersi in mostra anche al Mondiale: per ora, però, sono più le ombre che le luci

L'impegno, a volte, non basta. O perlomeno non da solo. Per performare al meglio, in gran parte dei casi, c'è bisogno di un ambiente che trasmetta fiducia e che ti reputi centrale. Lo sa bene Donyell Malen che, reduce da una seconda parte di stagione da assoluto protagonista con la maglia della Roma, non vedeva l'ora di mettersi in mostra anche ai Mondiali con la 'sua' Olanda. Dopo due deludenti prestazioni alle amichevoli pre-torneo, con un paio di errori in fase offensiva non dal 'lui' giallorosso, sono arrivate ombre anche nelle prime due presenze nella rassegna iridata americana. Una brutta batosta da cui quantomeno provare a rialzarsi, a cui però si sono aggiunte anche le parole del CT Koeman dopo la sostituzione all'intervallo nel match contro la Svezia: "Questo è il calcio di alto livello, non è il capro espiatorio ma ci si aspetta una prestazione di squadra".

Trascinatore e macchina da gol in Serie A, comparsa al Mondiale

Se la Roma si è qualificata in Champions League, tornando a giocare la massima competizione europea per club a 7 anni dall'ultima volta, e anche (se non soprattutto) merito di Donyell Malen. O meglio, Bobby. E a dirlo è stato lo stesso Gian Piero Gasperini a maggio, con una battuta che sa di verità: "Con lui da settembre saremmo già in Champions". D'altronde, i numeri parlano chiaro: 18 presenze in campionato, tutte da titolare, con 14 gol (mai nessun acquisto del mercato invernale ci era riuscito nella storia della Serie A) e 2 assist. Praticamente quasi una partecipazione al gol a partita. E non ha neanche over-performato, visto che il dato sui gol attesi parla da 14.18 (dati SofaScore). Una rete ogni 106', con 1.7 tiri in porta ogni 90'. Tanta presenza in tutta la trequarti offensiva ma soprattutto in area di rigore, sfruttando al meglio la verticalità e la rapidità del gioco di Gasperini. A gennaio aveva lasciato l'Aston Villa con la promessa di tornare a giocare nel suo ruolo preferito, quello di punta, e quale miglior idea di calcio se non quella di un allenatore che ha sempre valorizzato i suoi centravanti? A Roma Donyell ha trovato l'ambiente perfetto: una squadra che aveva bisogno di riferimenti lì davanti, di un leader che si caricasse il peso dell'attacco sulle spalle. E lui si è sentito importante, anzi: ha dimostrato di esserlo. Trascinatore, macchina da gol e fin da subito idolo di una piazza che lo ha ribattezzato R9 e Malenaldo.

Heat-Map SofaScore a confronto: a sinistra quella con l'Olanda ai Mondiali, a destra quella con la Roma in Serie A

Con l'Olanda, invece, la storia è diversa. Ma non soltanto in questo Mondiale. Basti pensare che l'ultima rete di Malen in maglia Oranje risale al 17 novembre nel 4-0 contro la Lituania. Poi 6 partite da titolare, ma 0 reti. In Nazionale il bomber della Roma torna Donyell, non è più Bobby. In America, poi, i numeri parlano chiaro: due presenze da titolare contro Giappone (nel ruolo di punta) e Svezia (da ala destra nel 4-3-3 di Koeman), ma rispettivamente da 70' e da 45' minuti. L'esordio non era stato neanche così negativo, considerando i due tiri pericolosi verso quel Suzuki a cui nella vittoria in rimonta per 3-2 contro il Parma segnò due gol. Ieri, invece, Malen è stato chiamato sì ad accentrarsi per lasciare la fascia libera agli affondi di Dumfries (autore di due assist) ma non si è praticamente mai reso pericoloso. Tanto gioco per allacciare i reparti sulla trequarti, come avviene in giallorosso, ma poca profondità e tanto fraseggio che ne limitano le qualità migliori come inserimento e verticalità. Zero tiri, un solo passaggio chiave e la necessità di ripiegamenti difensivi che a Roma non lo vedono così tanto protagonista (alla luce anche del pressing portato avanti fin da inizio azione).

Da leader a 'operaio' in Nazionale: il sistema e la concorrenza

Il 'caso' Malen, dunque, dimostra che nel calcio moderno la cosa più importante è come si venga inseriti in un sistema. Non conta più soltanto il talento puro, cristallino, ma anche la capacità di adattarsi alle situazioni che si presentano di gara in gara. Donyell non è un fenomeno assoluto a Roma, così come non è un bluff totale con l'Olanda. Certo è che in giallorosso ha trovato un contesto che lo valorizza, mentre in Nazionale è chiamato a essere più 'operaio' a servizio dei compagni. E se la concorrenza, almeno nei primi 6 mesi nella Capitale, era praticamente assente, negli Oranje ci sono Brobbey (doppietta contro la Svezia da punta) e il sempreverde Depay pronti a soffiargli il posto. La svolta quindi, almeno per il prosieguo del Mondiale, dipenderà tanto da come Bobby reagirà a queste situazioni 'nuove' rispetto al recente passato in Italia. Augurandosi, ovviamente, che anche Koeman possa sfruttare meglio le sue qualità principali. Ma la Roma, comunque, può stare tranquilla.