Forzaroma.info Rassegna Stampa Il Messaggero Un'altra Argentina sui campi di Trigoria: 'garra' e qualità a servizio di Gasp

Un'altra Argentina sui campi di Trigoria: 'garra' e qualità a servizio di Gasp

Redazione
Con i nuovi acquisti Castro, Molina e Balerdi è dominante l'anima albiceleste Ma non più solo "garra": classe e qualità per una storia inedita

C'è qualcosa dall'altra parte dell'Atlantico che si combina bene con lo spirito rabbioso e cialtrone dell'Italia del calcio, che identifica la felicità solo con la vittoria e spiega ogni sconfitta con il complotto. La Roma che si scopre innamorata degli argentini, del resto, è solo l'ultimo atto di un feeling con il Sudamerica. Grazie alle magie di Falcao e Cerezo, l'universo giallorosso da quasi mezzo secolo ha scelto di identificarsi con il pallone verdeoro. Basti pensare nelle stagioni 2010-11 e 2016-17 la squadra aveva in rosa ben otto brasiliani (Doni, Maicon, Juan, Taddei, Julio Baptista e un declinante Adriano i più nominabili). Ma i tempi cambiano e così, forse per emanazione della grinta comunicata da Gasperini, a Trigoria sono gli argentini che hanno preso piede. II quintetto che scorrazza sul verde dei prati della capolista ha già eguagliato il record "albiceleste" della storia della Roma. In questa annata finora sono in 5 a ruminare virtualmente mate e asado, come nel 2016-17 quando toccava a Fazio, Paredes, Perotti, Iturbe e Ponce. Con tutto il rispetto, adesso gli esecutori sono diversi e l'orchestra suona un'altra musica. Lo scrive Massimo Cecchini su Il Messaggero. Paulo Dybala, Matias Soulé, Santiago Castro, Nahuel Molina e Leonardo Balerdi paiono di una categoria diversa, assai più consona ad una squadra che aspira al vertice. Gli argentini della Roma non sono più sinonimo solo di garrа, ma anche di classe e qualità. Basti pensare al più forte di tutti, Dybala, a cui solo l'anagrafe e gli infortuni impediscono di essere il legittimo erede di Messi. Occhio però, perché anche da Soulé, Castro e Molina ci si aspetta tanto, per non parlare del "capitano aggiunto" Balerdi. Dal passato è difficile dimenticare il segno lasciato da Guaita o Manfredini, re dei bomber, fino ad arrivare al silenzioso Samuel.

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