Stanchezza, infortuni e rosa corta. Per Gasperini è una corsa ad ostacoli
C'è un problema a monte, che impedisce alla Roma di lanciarsi con lo stesso ritmo su tutti i suoi obiettivi, in primis il campionato e poi la Champions. Obiettivi veri, che spostano equilibri fisici e mentali. La Roma sogna lo scudetto e vuole crescere in Champions. Ma come si può se si fanno male così tanti calciatori, e tutti insieme poi, di una rosa già con un numero di giocatori contato e/o non sufficiente per portare avanti i due binari della stagione? Si può finché le forze ti danno una mano, con le partite che aumentano e la stagione che corre, diventa sempre più difficile. Gasperini in questa stagione - scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero - ha dovuto far fronte a una serie di mancanze non proprio da sottovalutare. Non è semplice se nello stesso periodo vengono a mancare Koné e Dybala. Più facile sopperire a qualche assenza in difesa. Certo, Svilar manca ma là dietro il tecnico ha un gruppo di calciatori affidabili. Ben diverso è il ragionamento se ci spostiamo sul centrocampo. Le soluzioni sono efficaci ma dipende dallo stato di forma dei presenti: se de Roon comincia a pagare pegno, è un problema. In attacco c'è la situazione più critica. Come noto, manca un esterno con caratteristiche ben precise e che, a detta dello stesso ds D'Amico, è il buco che andrebbe tappato a gennaio. Serve un altro che possa sostituire Dybala (o Soulé) in attacco (vedi Endrick), insomma, Gasp là davanti ne vorrebbe altri due per stare tranquillo.
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