Spalletti anticipa il futuro di Totti
Ieri più di metà conferenza stampa pre-derby è stata dedicata al contratto di Totti. A ventiquattro ore dal fischio di avvio dell’arbitro Banti, sarebbe stato più logico discutere di argomenti tecnici o tattici, ma non è colpa di Luciano Spalletti se ha affrontato per l’ennesima volta l’argomento, così come non possono avere alcuna responsabilità i cronisti se fanno domande inerenti ad una faccenda così mediaticamente d’attualità , scrive Mimmo Ferretti su "Il Messaggero".
Se tutto fosse stato già risolto (in un senso o nell’altro) oggi l’argomento Totti sarebbe marginale. Invece, l’allenatore della Roma anche alla vigilia del derby ne ha parlato a lungo. Dicendo di non volersi impicciare della questione, ma – di fatto – entrandoci dentro con dichiarazioni tutte da interpretare. «Ultimo derby per Francesco? Se dovessi rispondere a un sondaggio, lo farei giocare titolare. Ma un altro sondaggio potrebbe essere se far commentare l’Europeo a Pizzul o a Caressa».
«La sua doppietta nel derby dell’anno scorso? Chi ci dice che nel primo tempo di quella partita la Roma non è andata sotto di due gol perché non aveva l’apporto di un calciatore nel coprire gli spazi?», la sottolineatura del tecnico. Domanda: quindi Totti non può più gestire una gara intera? «Anche per colpa mia, magari, perché non l’ho più fatto giocare con insistenza. Durante la sosta ho fatto una partita contro la Primavera da cui ho tirato fuori numeri da portare a sostegno delle mie decisioni. Totti è un passionale, uno a cui garba l’attrezzo. Uno che sui tiri di precisione la mette sempre là . E io di Totti ne voglio quindici», la replica. «Se si tratta di giocate, possiamo fargli anche di altri 5-6 anni di contratto. Il piede gli rimane quello, ma sono altre le cose che vanno riconsiderate. Quando Totti ha la palla sul piede la mette dove vuole, ma poi la palla ce l’hanno gli altri. E come si fa?».
Altra domanda: non crede che sia il caso di incitare la società a prendere posizione? «Io devo fare bene il mio ruolo, non vado ad interferire. È una questione delicata. Io non voglio essere messo dentro la storia di Totti. Io devo gestire la squadra e fare scelte per avere risultati. Io gestisco questo, e non voglio interferenze. Sulle altre faccende non voglio interferire». Come dire: non datemi la responsabilità di tenere o cacciare Totti dalla Roma.
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