Roma-Inter, lo scontro è tra i pali: Svilar sfida Martinez, scudetto alle porte
Mile vestirà di verde speranza, quella che accompagnerà la Roma prima della partita e, Gasp se lo augura, anche durante; Josep si confonderà nella notte, che si affaccia sulle sponde di un Olimpico tutto esaurito e completamente (o quasi) colorato di giallo e rosso, indosserà maglia e pantaloncini neri. Sono i colori che rappresentano di più il momento dei due portieri: da una parte Svilar, che ha subito una sola rete in campionato e appare imperforabile, dall'altra Martinez, che invece stenta, ogni tanto gli scappa un'indecisione grossa, viene messo in discussione e agita le ambizioni di Provedel. Ma l'Inter ha messo le mani comunque sullo scudetto, nonostante quelle del suo numero 1 spagnolo siano ancora fragili ma non per Chivu che deve e vuole difenderlo; del resto se De la Fuente lo ha convocato in nazionale, proprio scarso non deve essere. Le mani della Roma sullo scudetto, invece, sono ancora corte, e stasera si capirà almeno in parte quanto potrà allungarle verso quel titolo che manca da venticinque anni. Lo scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. La Roma in porta ha qualcosa di più brillante da mostrare. Anche se per Svilar, l'Inter resta un incubo, con Gasp in panchina non aveva mai subito più di due gol, mentre lo scorso anno, proprio lui non fu troppo convincente né durante la partita di andata (gol di Bonny) né in quella di ritorno, nella quale ne ha incassati cinque. Il problema, per quanto riguarda i gol incassati, non è solo da ascrivere ai due numeri 1: la differenza è che la Roma ha una difesa consolidata, l'Inter la deve ancora registrare.
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