Roma-Inter, la sfida al vertice si gioca sulle punte: Malen-Dybala vs Lautaro-Thuram
La sensazione che ci si possa provare non si respirava da un po', da quando la Roma di Rudi Garcia, dopo le dieci vittorie di fila, è andata a sbattere sulla irresistibile Juventus di Antonio Conte, dopo aver conquistato dodici vittorie (dieci di fila) e quattro pareggi. Correva la stagione 2013-2014, era la 17a giornata. Quel testa a testa, forse finì proprio quella notte del 5 gennaio. Un trauma. Roma-Inter, che cade solo alla quarta, ha qualcosa di simile. Non sarà, né può essere, decisiva, in ogni caso non potrà essere un trauma. Poi l'Inter, e si sa prima di affrontarla, è più forte della Roma, come qualità dell'organico e come quantità. Un dato è certo: nella sfida singola, può accadere di tutto, nel percorso lungo è da vedere, è qui che si basano i sogni della Roma. La Roma è una squadra che subisce meno reti, una contro sei; e come fase offensiva tiene testa ai nerazzurri, i giallorossi hanno segnato dodici reti, la squadra di Chivu tredici. Ma tutta la Roma è cresciuta, nella mentalità e nella qualità dell'organico. Lo scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. La vera sfida è proprio tra i due reparti offensivi e quest'anno Gasperini ha aggiunto altre frecce che rendono i due reparti quantomeno paragonabili. L'alternativa a Malen si chiama Castro, che Gasp ha fatto entrare in tutte e quattro le partite di campionato; stesso dicasi per Soulé, che divide il suo ruolo con Mora, giovane talento dalle giocate cinematografi-che ma dal fisico esile. Ma ciò che la Roma in questa fase ha ed è l'ago della bilancia, si chiama Paulo Dybala, pronto a giocarsi la sfida contro l'amico Lautaro. L'Inter di certo, non è da meno, anzi. Pio ha timbrato due volte, nella prima di campionato e nell'ultimo turno contro i friulani, contro i quali Thuram ha dimostrato di aver smaltito le scorie post Mondiale. Altra alternativa valida nell'Inter, è Bonny, che ha firmato una rete fino a questo momento.
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