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Il Messaggero

Roma, gli ‘indesiderati’ rinviano l’addio

Redazione
La società ha congelato i prolungamenti che invece il tecnico ritiene fondamentali per il progetto

E ora provate a dargli torto: "Se ho delle responsabilità tecniche allora è giusto avere credibilità e che io venga accontentato". Il discorso di Gasp nel post-gara di Bologna non fa una piega. E se l'allenatore, in tempi non sospetti, va contro l'umore popolare e il diktat societario (congelamento rinnovi di Mancini e Cristante e via alla rivoluzione), chiedendo la conferma del nucleo storico, va seguito. Gasperini è così: prendere o lasciare. E allora, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, per chi osteggia la cosiddetta banda del sesto posto, bisogna mettersi l'anima in pace: se l'allenatore vuole la conferma di Cristante, Mancini e Pellegrini, e chiede di fare un tentativo per Dybala e Celik, va quantomeno ascoltato. l'idea dell'allenatore è chiara: i titolari inamovibili di oggi, debbono diventare le alternative di lusso di domani. Se Cristante infatti non è costretto a giocare 50 partite sempre e comunque, magari non ha la flessione che lo ha colpito nell'ultimo mese. E qui entra in gioco la società. Se si sposa Gasperini, vale lo stesso discorso fatto per la piazza: lo si sposa in toto. Il problema è che oggi Gian Piero è un tecnico diverso da quello di qualche anno fa. Non è più quello che si accontentava di Paloschi, Djmsiti e del prestito di Ilicic ma quello che una volta che Scamacca si fa male (pagato qualche mese prima 28 milioni) sbatte i pugni sul tavolo e viene accontentato 4 giorni dopo (giorni non settimane) con Retegui. Per questo motivo Gasp ha sentito la necessità a Bologna di ribadire la volontà di essere seguito.