Roma, dopo sette anni riecco la Champions League: bentornata in paradiso
Era il 6 marzo del 2019, la Roma salutava la Champions dopo la notte infernale di Oporto. E non poteva immaginare che il distacco sarebbe stato così lungo: 2745 lunghi giorni di frustrazione, di ricordi, di ambizioni spente. Ora si riaprono le porte del paradiso, la Champions, che per tanti è il calcio vero, quello ricco, che se va male ti regala 50 milioni di euro. La Roma in sette anni, tuttavia, l'Europa non è stata a guardarla con le mani incrociate, vivendo solo di ciò che non poteva essere per manifesta inferiorità: ha vinto la neonata Conference (nel 2022 a Tirana contro il Feyenoord) al primo colpo; è arrivata in finale di Europa League (nel 2023 con il Siviglia, persa, secondo Mou, solo per colpa dell'arbitro Taylor), nella quale è uscita tre volte agli ottavi e due volte nelle semifinali. Certo, la Coppa vera era sparita, a Roma si viveva solo con il ricordo esaltante della magnifica rimonta sul Barça nei quarti di finale e l'impresa sfiorata con il Liverpool nel turno successivo, con quel rigore negato a Schick. La Roma ha cambiato proprietà, da Pallotta a Friedkin, una manciata di ad, sei allenatori, sono arrivati calciatori mo-desti e quelli da grandi palcoscenici. Lo scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. La Champions, oltre che dei romanisti, era il sogno di Gasperini, e c'è tornato al primo colpo, dopo un campionato sofferto. Stavolta vuole giocarsela, anche se il primo obiettivo è il campionato. Voglia e disabitudine, chissà cosa prevarrà.
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