Forzaroma.info Rassegna Stampa Il Messaggero Rivelazione Lulli e non finisce qui

Rivelazione Lulli e non finisce qui

Redazione
La favola di Emanuele: doveva andare in prestito all'Avellino e invece ha convinto il tecnico a farlo restare in giallorosso. Lunedì l'esordio, ora non vuole più fermarsi

Come nelle favole, canta Vasco Rossi e l'esordio di Lulli in Serie A ha tutti i tratti di una storia bellissima. Emanuele quasi per caso si è ritrovato titolare per la prima volta a 19 anni (compiuti il 17 agosto). Rensch aveva alzato bandiera bianca nella rifinitura, Molina non era al meglio e Gasp non ha avuto dubbi, spazio al baby giallorosso. Romano e romanista ma le gambe non hanno tremato davanti ad oltre 65mila tifosi. Nato a Palestrina e cresciuto fin da piccolo col pallone tra i piedi. Il papà (che lavora come muratore) lo iscrive alla scuola calcio del suo paese a 6 anni. Conti lo nota e a 14 anni lo porta a Trigoria. La sua carriera - racconta Daniele Aloisi sulle pagine de Il Messaggero - inizia a centrocampo, poi la svolta con Falsini che lo sposta sulla fascia e da lì non si muove più. A metà luglio arriva la chiamata dell'Avellino, ma Gasp è chiaro con D'Amico: "Aspettiamo". Vive ancora a Palestrina con la madre, il padre e il fratello più grande. La strada fino a Trigoria è lunga (80 chilometri tra andata e ritorno). "Cavallo pazzo" lo chiama Mancini che insieme a Pellegrini (i due fanno parte della stessa agenzia di procuratori) lo hanno già messo sotto la propria ala protettrice.

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