Per Dybala è l'inizio di una nuova vita
Gli sono bastati 90 minuti per riprendersi tutto. Tipico dei campioni, dei fuoriclasse, di chi non soffre le pressioni perché da quando è ragazzino è abituato a dare del tu al pallone. Perché senza Paulo chissà come sarebbe andata a finire a Verona. Squadra paralizzata, impaurita, incapace di fare due passaggi di fila per 50 minuti. Poi arriva il genio. In poco meno di un tempo colleziona l'espulsione di Valentini, due assist, un salvataggio nell'area piccola e soprattutto regala quella caratteristica che la squadra, per una partita, sembrava aver smarrito: la personalità. Qualità e personalità. La volontà di Gasp sul futuro dell'argentino è chiara: "Sono riuscito a mettere in contatto i Friedkin con Paulo e se non rimane adesso non so più che fare". Sono 15 giorni che le parti si confrontano: ora quando l'agente sarà convocato a Trigoria si arriverà alla fumata bianca. Poi bisognerà imparare a gestirlo, scrive Stefano Carina su Il Messaggero, alla soglia dei 33 anni qualcosa scatta nella vita (e nella testa) di un campione. Iniziano ad esserci delle priorità. Ora si riparte. Paulo riposerà, tornerà tirato a lucido dopo le vacanze e aver guardato in modo malinconico i mondiali americani. La Selección sembra ormai un capitolo chiuso. La Roma, no. Resta - anche grazie al lavoro ai fianchi portato avanti in queste settimane da Gasperi-ni - un libro che avrà quantomeno un altro capitolo da scrivere. Sembrava finita dopo Budapest. Poi è sembrato arrivare il tempo dei saluti ai tempi di De Rossi, con l'offerta araba. Per non parlare di un paio di settimane fa, dopo Parma, quando le sue parole somigliavano ad un commiato. E invece, Dybala è sempre qui. Una Joya per lui. Una gioia per tutti.
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