Mou-ter, l'ultima missione: la Champions dopo 5 anni
Il terzo anno di José Mourinho ha un solo obiettivo: il Piazzamento. Quello con la maiuscola. Ormai è chiaro, arrivare in fondo a coppe secondarie dà tante soddisfazioni ai tifosi e pochissime ai club, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Con l'avvento del Mondiale per club (2025) - di fatto una Superlega - non c'è posto per chi ha fatto bella figura in Europa League o Conference. Per andare lì, in quel pozzo dorato, serve solo la Champions. La risalita della Roma nel ranking viene azzerata (secondo il sito della Uefa è decima, dietro solo la Juve, sarebbe invece sesta se contasse il quadriennio, 21-25, propedeutico al Mondiale ma non avendo recenti esperienze Champions non conta), poco valgono le due finali raggiunte nelle ultime due stagioni e la semifinale di due anni fa con Paulo Fonseca in panchina, troppo lontano anche l'exploit in Champions con Eusebio Di Francesco nel 2018. La Roma ci ha abituato ad altro in passato. In campionato - in generale - è sempre andata molto spedita, mentre era insolito vederla protagonista in Europa. Ecco, bisognerà tornare all'antica per entrare in quel calcio d'élite, come lo chiama il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Senza Champions, si è fuori da quella famosa élite. Il lavoro di Pinto (e di Mourinho) sta andando in questa direzione, anche se il mercato è appena cominciato e le somme le tireremo tra un paio di mesi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA