La sfida all'Atalanta, primo test da grandi
Ma mica, la Roma, ne farà quattro pure all'Atalanta? No, impensabile. Quello di domani, è il primo test importante per la Roma di Gasperini, che appunto, in scioltezza ha superato con due poker Fiorentina e Lecce. Lo scorso anno, in due partite, non è mai riuscito a battere la sua ex squadra, all'andata arrivò una sconfitta (controversa pure per episodi arbitrali), al ritorno, nel pieno del rush finale per la Champions, i giallorossi non sono andati oltre il pari in casa. Oggi questo match diventa, oltre che importante, pure particolare pure per certi incroci tra giocatori, passati da una parte all'altra nel tempo. Il più clamoroso proprio l'arrivo di Gasp a Roma dopo un decennio di successi a Bergamo. Scamacca, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, ha sangue romanisya e cerca i gol per la Champions, come lui anche Zalewski. Stesso dicasi per Raspadori, che giallo-rosso non e mai stato, ma si é solo avvicinato lo scorso gennaio. A Roma non lo rimpiangono. Da queste parti, brillano i due capitani Mancini e Cristante, che vengono proprio da li e ormai a Bergamo, da anni, non pensano più. Sono diventati due figli di Roma, forse più Gianluca che Bryan. Ultimo arrivato niente po' po' di meno che l'ex capitano della Dea, Marten de Roon, diventato con Sarri l'ultima ruota del carro e invece per Gasp resta un calciatore quasi trentasei anni. Sarri è l'ultimo capitolo della saga. Lui non in quanto ex tecnico ro-manista, ma ex laziale. Se Gasperini lo scorso anno non è mai riuscito a superare l'Atalanta (ma alla
Dea ha strappato il posto in Champions) di Palladino almeno si è tolto la soddisfazione di battere due volte Sarri nel derby della Capitale.
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