La Roma cerca la svolta buona
A pensarci bene, è come se si chiudesse un cerchio. Il 19 settembre 2020, a metà mattinata, Dan e Ryan Friedkin s'imbarcavano all'aeroporto di Ciampino per poi assistere in serata alla prima partita da nuovi proprietari della Roma. Indovinate che gara era? Si, proprio Verona-Roma. Finì 0-0 con tre traverse, il controverso caso Diawara che poi la Roma pagò con lo 0-3 a tavolino e la telenovela Dzeko da risolvere. In sei anni è accaduto di tutto. Tra allenatori (Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric, Ranieri e Gasperini), direttori sportivi (Petrachi, Pinto, Ghisolfi e Massara) e dirigenti defenestrati. Campionati conclusi oscillando dal 7° al 5° posto e percorsi europei di assoluto riguardo. Bene o male - scrive Stefano Carina su Il Messaggero - sempre lo stesso copione. La grande assente era sempre lei, la qualificazione alla Champions. Quella che cambia le prospettive. Quella che cambia le prospettive. Quello che una volta da queste parti era "quasi" una prassi (12 volte su 18 tra il 2001 2019) e che da 7 anni è diventato un miraggio. Tocca a Gasperini chiudere questo benedetto cerchio. A Verona. Ora è padrone del suo destino.
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