Gasperini detta la rotta: così ha imposto le sue idee alla proprietà
Diverso. È forse il termine che spiega meglio Gasperini 2.0 in giallorosso. Differente, almeno all'esterno, perchéa 68 anni non si cambia. Tuttavia per adesso questa versione più pacata a livello mediatico si sposa con il nuovo ruolo che lo vede al centro del mondo giallorosso. Una sorta di Mourinho con addirittura più poteri del portoghese. Tra l'altro, rispetto a José, non ha bisogno di ricorrere nemmeno alle provocazioni dello Special One (piedi sulla scrivania, foto con il centravanti immaginario) per ottenere quello che vuole. Gian Piero va dritto per la sua strada. Cambiando - scrive Stefano Carina su 'Il Messaggero' - modo di comunicare: un anno fa preferiva lo scontro pubblico; ora "battaglia" in camera caritatis pur di far passare le proprie idee. Un esempio? Fosse dipeso dalla proprietà, a Dybala e Pellegrini non sarebbe stato rinnovato il contratto. Gian Piero ne era consapevole, ha quindi lavorato ai fianchi, fatto pressione quando ne ha avuto occasione, rincarando la dose nelle riunioni operative a Trigoria. E alla fine, forte del traguardo Champions e di una credibilità sempre più crescente agli occhi dei Friedkin, ha ottenuto quello che voleva. Con fatica, perché Ryan e Dan hanno tenuto il punto, rinnovando appena un anno sia Paulo che prossimamente Lorenzo, ma alla fine ha vinto lui. Ora, però, si gioca la partita più importante, quella del famoso esterno a sinistra di piede destro. E su questo nome che si valuterà il mercato della Roma.
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