Forzaroma.info Rassegna Stampa Il Messaggero Eusebio, il fattore Olimpico c'è ma solo in grandi occasioni

Eusebio, il fattore Olimpico c'è ma solo in grandi occasioni

Redazione
In trasferta il rendimento in Champions è opposto a quello in serie A

Il trend casalingo è positivo in Europa e non si conferma in Italia, stesso dicasi per quello in trasferta, che in Champions è opposto a quello in serie A. Bipolare è la Roma di Di Francesco, scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero, fragile all'Olimpico nel campionato scorso e in quello attuale, mentre in trasferta si impenna l'asse delle vittorie sul grafico.

La Roma della passata stagione, ad esempio, fuori casa aveva perso una sola volta, a Torino contro la Juve. Anche quest'anno non benissimo, ma è un trend vicino a quello della passata annata. Sconfitte, due: Milano e Bologna.

La Roma di Di Francesco lo scorso anno, all'Olimpico in campionato, ha perso ben sei volte: Inter, Napoli, Atalanta, Sampdoria, Milan e Fiorentina, un record negativo che eguaglia quello della stagione 1946/47. E quest'anno siamo a una in cinque partite. Impressionante la differenza con le sfide in trasferta, sempre in campionato: dodici. Dodici su diciannove partite, seguite da sei pareggi e, appunto, quella sconfitta allo Stadium. Invece quest'anno, la Roma non conosce X: su quattro partite giocate lontano dall'Olimpico, due vittorie (Torino e Empoli) e due sconfitte (Milan e Bologna).

La squadra rullo compressore da trasferta nella scorsa serie A, non ha trovato conferme nella Champions League 17/'18. La squadra di Di Francesco sulle sei partite disputate in trasferta ha vinto una sola volta, sul campo del Qarabag, poi pareggi a Londra con il Chelsea e ha portato a casa quattro sconfitte con Atletico Madrid, Shakhtar, Barcellona e Liverpool.

In casa invece, un andamento di altissimo livello: pari con Atletico, poi successi in fila con Chelsea, Qarabag, Shakhtar, Barcellona e Liverpool, incassando solo due gol (pesantissimi) con i Reds e segnandone dodici. Sarà l'atmosfera, il profumo di Champions a spiegare tutto questo. Profumo che evidentemente la Roma sente, e forte, anche quest'anno: due partite casalinghe, Plzen e Cska, due vittorie, otto gol realizzati e zero subiti, più una sconfitta a Madrid 3-0. Atmosfera, profumi ok, che forse si traduce in maggiore attenzione per i grandi appuntamenti.