De Zerbi: "Daniele allenatore nato"
L'amico De Rossi lo considera "un genio". Lui, De Zerbi, preferisce glissare: "No, non mi sento un genio, né più bravo degli altri. Una cosa è certa, non mi spavento a fare delle cose che magari alcuni non fanno". E ormai sono in tanti ad essersene accorti. In primis, il vate Guardiola, che oltre a immaginarselo come suo erede al City, ha più volte detto che Roberto lo "diverte, imparo da lui, mi piace, Il Brighton è la squadra che costruisce meglio il gioco al mondo, è come andare in un ristorante stellato". E pensare - sottolinea Stefano Carina su 'Il Messaggero' - che in Italia c'è ancora chi storce il naso quando si parla di De Zerbi, troppo offensivista e innovatore per il nostro calcio. Al di là del primo impatto, dove può apparire un po’ burbero, rimane una persona alla mano. Al quale piace anche strappare un sorriso: "Ho letto che Daniele ha detto che mia figlia tifa Roma. Non è proprio così, va con sua figlia a vederla nei pub a Londra. Ma lei tifa il papà e se vogliamo dirla tutta, anche io ho tifato Roma contro il Feyenoord, proprio per ritrovarmela e tornare in ltalia".
E proprio su De Rossi, De Zerbi si apre, spiegando perché sta ottenendo questo successo: "È nato per fare l’allenatore, ha tutte le componenti necessarie. Dalle idee alla personalità, passando per il carisma, il coraggio e la capacità di relazionarsi con i calciatori. Lo conosco bene, sta cambiando modo di giocare ad una squadra che aveva la sua fisionomia ben definita e che era forte anche con Mourinho. È sulla strada per diventare un grande allenatore". Il match con i giallorossi è un banco di prova per il Brighton, seguito da 3500 tifosi, al di là delle numerose assenze. Il futuro, invece, può attendere. Anche per un eventuale ritorno in Italia: "No, non è vero che non ci penso. lo faccio quello che mi piace e ora alleno una squadra che mi sta regalando tante soddisfazioni. Più in avanti, non so quando, tornerò in Italia, dalla quale sono andato via per cercare una strada diversa e perché c'erano delle cose che mi piacevano poco".
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