De Rossi, l'occasione per blindare il futuro: "Ma non sono teso"
Mente sapendo di mentire. Ma quella che racconta - "Con gli anni il derby ho imparato a gestirlo e poi adesso viverla da allenatore ti cambia tanto" - è una dolce bugia. Basta guardarlo parlare nella rinnovata sala stampa di Trigoria, con gli occhi che gli ridono mentre prova a convincere la platea del suo stato d'animo "sereno" prima di un derby che vale tanto. Perché poi, quando arriva la domanda sul futuro, gli occhi non mentono più. Lo sguardo - racconta Stefano Carina su 'Il Messaggero' - si abbassa di colpo, il sorriso sparisce. Si irrigidisce, diventa di colpo serio e gioca in difesa: "Con la proprietà parliamo spesso del futuro a breve termine, del campionato. Ho capito bene la domanda, ma la pausa ci è servita per parlare del futuro che in questo momento è più importante per noi, ossia i prossimi due mesi". Tradotto: quesito lecito ma non è il momento di parlarne pubblicamente.
Anche perché, al di là delle smentite, privatamente il discorso è stato già affrontato se da qualche tempo si sta facendo largo l'ipotesi di un accordo biennale. Si sta aspettando il nuovo ds ma la decisione, a meno di scossoni poco augurabili e preventivabili, è stata presa. Per lui, almeno fino ad ora, parlano i risultati. Oltre due punti di media a partita (2,3), due turni di Europa League superati, calciatori rivalutati e rivitalizzati. Nel frattempo serve però dare continuità ai risultati. Il derby di oggi è uno spartiacque fondamentale in campionato. E allora avvicinarsi alla stracittadina ricordando la prima della serie, parlando di arbitri, dando il benvenuto a Tudor o pregustandosi i ritorni di Dybala, Pellegrini e Spinazzola, favorito con Celik per i due ruoli da esterno, e augurandosi il risveglio di Lukaku, aiuta a smaltire una tensione che inevitabilmente crescerà di ora in ora fino al fischio d’inizio.
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