De Roon, il "nemico" diventato leader. Gasp se lo gode: "Non è una bandierina"
Altro che scarpa vecchia. Marten de Roon a 35 anni ha ancora voglia di dire la sua e per questo ha scelto di riabbracciare il suo maestro. È il calciatore che Gasperini ha impiegato più volte nella sua carriera: ben 361 le presenze, dopo Toloi fermo a 289: un abisso. Il suo addio all'Atalanta ha fatto rumore e gli ultras nerazzurri gli avevano dedicato uno striscione tutt'altro che tenero: "Hai scelto di passare nella nostra storia ma non di appartenerle. Addio bandierina". Non si era fatta attendere la risposta dell'allenatore: "Doveva fare la scarpa vecchia in uno sgabuzzino? Non è andato via per sua volontà". L'olandese ha deciso lasciare Bergamo poiché non rientrava più nei piani di Sarri e D'Amico nel giro di 48 ore lo ha portato a Roma praticamente gratis. Inizialmente aveva fatto storcere il naso alla tifoseria giallorossa con cui il centrocampista ha sempre avuto un rapporto non idilliaco a causa delle troppe provocazioni sui social degli anni scorsi. Appena arrivato ha chiesto scusa e si è subito messo a disposizione. Il minutaggio è ancora risicato: 35 i minuti giocati tra campionato e Champions ma l'impatto è stato positivo. Lo scrive Daniele Aloisi su Il Messaggero. De Roon conosce a memoria il gioco di Gasperini che sembra quasi telecomandarlo con un joystick dalla panchina. La rosa rispetto all'anno scorso è più corta, ma la qualità è di certo superiore e avere Marten è un lusso. Ha portato anche esperienza all'interno del gruppo, dopo Dybala è il secondo per presenze in Champions (44) e i più giovani come Pisilli possono crescere al meglio.
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