D'Amico: "Roma forte ma incompleta, per Koné solo sondaggi. Svincolati? Vedremo"
Da «il mercato lo faccio io», alla presa di coscienza di non averlo fatto tutto, «ci manca qualcosa». E quel qualcosa, si sa, è l'esterno sinistro "fisico", che tanto Gasp ha cercato e desiderato, da un anno ormai. Tony D'Amico non si presenta nella sala stampa di Trigoria da dominatore assoluto, non pensa a vendere fumo o prendersi meriti che ha, o a nascondere quelli che non ha. E' onesto, chiaro, di poche parole. Ma fa capire co-me il mercato della Roma sia cambiato in corsa ("questioni legate ai paletti del Ffp"), come certe trattative non si sono chiuse subito perché nel frattempo se ne portavano a casa altre. Koné non è partito solo perché "non sono arrivate offerte, ma su di lui è stato fatto solo un sondaggio e Gasp non ha minacciato le dimissioni". Tony sostiene che i suoi migliori acquisti siano stati i confermati della vecchia guardia, sui cui altri (Massara-Ranieri) avevano idee diverse: Pellegrini, Dybala, Mancini e Cristante. Nell'elenco c'era pure Celik che poi "ad accordo trovato, ha scelto la Juve". Lo scrive Alessandro Angeloni su Il Messaggero. Attimo che non bastava per Leweling, "avevamo l'accordo con il calciatore e con lo Stoccarda, ma poi lui stesso ha avuto un ripensamento". D'Amico racconta di un gruppo di lavoro unito, di scelte condivise. "C'erano altri giocatori, pronti per arrivare, ma non ci soddisfacevano. Luiz Henrique? C'erano problemi bancari che non siamo riusciti a risolvere. Comunque siamo uniti nelle idee, valuteremo a gennaio, oppure nel mercato degli svincolati", ha concluso.
© RIPRODUZIONE RISERVATA