Da Greenwood a Pulisic: Gasperini vuole una Roma a piè pari
Uno può essere un caso. Due una coincidenza. Ma se quasi tutti i nomi che vengono accostati alla Roma come esterni offensivi o di fascia bassi sono ambidestri o a piede invertito, senza scomodare il celebre aforisma di Agatha Christie ("Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova"), vuol dire che dietro c'è un'indicazione di fondo, targata Gasperini, scrive Stefano Carina su Il Messaggero. Tutto probabilmente nasce dall'arrivo di Malen a gennaio che come accaduto in passato a Montella è certamente un centravanti forte ma atipico, al quale non servono crossatori che arrivino sul fondo ma calciatori, come ha fatto ad esempio Wesley spostato a sinistra per gran parte della stagione, che entrino in mezzo al campo e siano pronti all'uno-due per andare in porta. Una cosa che Wesley sapeva fare anche a destra nel Flamengo ma che ha trovato il salto di qualità proprio nella Roma, sul lato opposto. Non è dunque strano che prima Massara e ora D'Amico stiano sondando calciatori che sappiano perlomeno garantire questa duttilità, tanto cara al tecnico di Grugliasco. E così, avendo la possibilità di scegliere, anche grazie ai soldi che arriveranno dalla Champions, la Roma sta scandagliando il mercato alla ricerca di questi profili. Lo sono ad esempio Greenwood e Pulisic. Ma anche Ndoye e Summerville.
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