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Una stagione insieme con Gasperini al Genoa per Marco Amelia, quella della storica partecipazione in Europa League nel 2009 che resterà per sempre nella testa dei tifosi rossoblù. Il cuore, però, rimane giallorosso: nove anni nelle giovanili poi la stagione dello scudetto vissuta da terzo portiere ma che gli ha comunque permesso di poter diventare Campione d'Italia. Le sue parole a Daniele Aloisi su 'Il Messaggero':
Ha lavorato con Gasperini al Genoa. Era un martello con i dirigenti? "In società non lo so perché non mi sono mai intromesso, ma posso parlare del lato umano. È uno che pretende dai suoi giocatori e li stimola ad andare forte. Ma non è una persona cattiva altrimenti non sarebbe rimasto tanto al Genoa e all'Atalanta. Non dà le carezze sulla testa, così come Capello".
La Roma deve sistemare i conti, si priverebbe di Svilar? "Mile è il portiere più forte della Serie A e non va ceduto perché è più complicato andare a trovare un altro in quel ruolo. Poi dipende dall’offerta anche perché è l'unico ad avere un valore molto alto. Non credo che altri giocatori possano valere intorno ai 60/70 milioni. Se dovessero arrivare offerte di questo tipo la Roma può anche cederlo. Il sacrificio — così come per Alisson nel 2018 - verrà fatto per rispettare dei regolamenti che per me sono assurdi".
Da direttore sportivo chi prenderebbe al posto di Svilar? "Innanzitutto, lo venderei solo a cifre alte. Andrei su un portiere di esperienza, magari Alisson nella speranza che voglia tornare ma credo che ci sia dietro la Juventus. Anche Meret può essere un'occasione low cost".
E Vicario? "Incassare 70 milioni per spenderne 40 non mi sembra una grande mossa. A quel punto meglio cedere Koné, giocatori come lui ne trovi".
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